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GAGLIATO (CZ) – ALLARME BLUETONGUE, SINDACO ISTITUISCE ZONA DI SORVEGLIANZA


Dopo che Asp Catanzaro ha segnalato focolaio in azienda ovina ubicata nel vicino territorio di Cardinale

di Franco POLITO

GAGLIATO (CZ) –  27 LUGLIO 2016 –  E’ allarme “febbre catarrale degli ovini”, o “bluetongue”, nel territorio delle Preserre Catanzaresi.

Dopo la segnalazione da parte dell’Asp di Catanzaro di un focolaio della malattia in un’azienda ubicata nel territorio di Cardinale, i sindaci corrono ai ripari. Come riportato da www.preserreedintorni.it,  nei giorni scorsi l’ha fatto il primo cittadino cardinalese Pino Marra con un ordinanza che ha istituito la zona di sorveglianza a tutela dell’intera estensione del proprio Comune.

L’ha fatto  anche il “vicino di casa” sindaco di Gagliato Giovanni Sgro. Anche da Sgro è venuta un’ordinanza che istituisce una “zona di sorveglianza” da malattia “bluetoongue” sull’intero territorio comunale per un raggio di almeno 10 km attorno al focolaio per impedire il diffondersi della malattia.

«Il nostro Comune – spiega Sgro – rientra nella “zona di sorveglianza” perché a 4 km dal focolaio dell’infezione. Da qui la necessità di intraprendere, nell’ambito dei provvedimenti di polizia veterinaria, tutte le azioni necessarie alla tutela della salute pubblica e tutte le misure cautelative all’interno della zona di mia competenza».

Cautele e azioni di prevenzione che di fatto sono il “cuore” della “quarantena territoriale”. Nella “zona di sorveglianza”, infatti, dovranno eseguirsi il censimento e l’identificazione di tutte le aziende che detengono animali appartenenti alla specie ovina oltre a  visite periodiche alle aziende stesse ed esami clinici sugli animali.

Previsto, inoltre, che i mezzi e le attrezzature utilizzati per il trasporto di animali o materiale potenzialmente contaminato non debbano “uscire” da un’azienda  se non previa disinfestazione. Disposto anche il divieto di far “uscire” gli animali dall’azienda nei giorni successivi al completamento delle operazioni di pulizia e disinfestazione preliminari. Decorso quel termine,  può essere concesso il lasciapassare per trasportare direttamente l’ovino dall’azienda in un macello preferibilmente ubicato nella zona di protezione o nella zona di sorveglianza.

La “febbre catarrale degli ovini”, più comunemente nota come “blue tongue”, è una malattia infettiva non contagiosa dei ruminanti, trasmessa da insetti vettori ematofagi (culicoidi. L’agente eziologico è un virus della famiglia Reoviridae, genere Orbivirus, del quale si conoscono 24 diversi sierotipi. Attualmente in Italia la malattia è presente con i sierotipi 1, 2, 4, 8, 9, e 16, responsabili di diverse epidemie a partire dal 2000.

La “bluetongue” è una malattia tipica delle zone calde (comprese tra il 35° parallelo sud e il 40° parallelo nord). È diffusa in tutto il continente africano e in Europa dal 2000 l’infezione ha interessato molti Paesi del Mediterraneo. Attualmente ha superato i suoi confini geografici di riferimento e interessa oltre ai Paesi dell’Europa Mediterranea anche quelli dell’Europa continentale  coinvolgendo, oltre ai paesi dell’Europa centrale, anche la Svezia e la Finlandia. Dall’agosto 2006 l’infezione si è diffusa in quasi tutti gli stati membri.

La “bluetongue” non è una zoonosi e pertanto non infetta l’uomo. Non esiste alcun pericolo di infezione né per contatto né attraverso il consumo del latte e della carne. La trasmissione del virus avviene attraverso la puntura dell’insetto vettore.

 

 

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