Stampa Stampa
16

“FORNACE” SAN CALOGERO, DALLA GIUNTA OK ALLA RIMOZIONE


Dopo appello lanciato da Wwf

Fonte: ILVIZZARRO.IT

SAN CALOGERO (VV) –  10 MAGGIO 2019 –  La petizione su change.org promossa dal Wwf Italia, con la quale si chiedeva al sindaco del Comune di San Calogero di «adottare l’ordinanza di rimozione dei rifiuti pericolosi ancora presenti nell’ex sito industriale» della “Fornace Tranquilla” sembra aver sortito i primi effetti.

La giunta guidata dal sindaco Nicola Brosio, infatti, al termine di una riunione che si è svolta nei giorni scorsi, ha dato l’ok alla delibera avente ad oggetto la «rimozione dei rifiuti» dell’ex fabbrica di laterizi la cui pancia è stata imbottita con oltre 134mila tonnellate di rifiuti pericolosi, il 93% dei quali provenienti dalla “Federico II”, la centrale termoelettrica dell’Enel di Brindisi.

Il sito, come si legge nel provvedimento dell’esecutivo, «da circa dieci anni è sottoposto a sequestro dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia a causa della presenza di rifiuti abbandonati di vario genere» e, oltre a questo, «è nota la preoccupante situazione in cui continua a versare il sito ubicato in adiacenza alla statale 18 “Tirrena Inferiore”».

 

Nel procedimento penale che ne è scaturito, proprio il Comune di San Calogero «si è costituito parte civile. La Fornace Tranquilla srl, ufficialmente titolare di autorizzazione in forma semplificata per attività di recupero di rifiuti – si legge ancora nel provvedimento – avrebbe dovuto recuperare rifiuti da riutilizzare nel ciclo produttivo di laterizi per l’edilizia, senza possibilità di metterli in riserva ovvero di accumularli».

Le indagini condotte dalla Procura di Vibo Valentia hanno, però, messo in luce che l’«attività della società Fornace Tranquilla srl era finalizzata allo smaltimento illecito, mediante occultamento di rifiuti anche pericolosi».

 La società «non era in possesso delle autorizzazioni necessarie e nei fatti ha gestito una quantità di rifiuti superiore ai limiti massimi consentiti dalla legge».

Da un sopralluogo della Guardia di finanza di Vibo Valentia, poi, è emerso l’«abbandono di rifiuti di vario genere, natura e quantità su un’intera area ampia circa 100mila mq. All’interno del sito veniva accertata la presenza di un terrapieno di circa 10 metri realizzato con ceneri e fanghi derivanti dai processi industriali delle centrali termoelettriche a carbone».

La giunta, quindi, ha approvato la delibera in oggetto, fornendo le direttive al responsabile dell’Area Servizi al Territorio di «disporre con apposito atto l’obbligo in capo ai soggetti interessati della rimozione e il successivo smaltimento dei rifiuti abbandonati» sulla zona.

Il sito della “Fornace Tranquilla” è salito agli onori della cronaca anche per un fatto di sangue, avvenuto il 2 giugno dell’anno scorso, con l’uccisione del migrante maliano di 29 anni Soumaila Sacko. 

Contatti

Blog Traffic

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.