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FORESTA TERAPIA, ANCHE IN CALABRIA IL METODO PER CURARSI CON LA NATURA


Nella Sila Catanzarese nasce la prima stazione regionale Aime

Fonte: Clemente ANGOTTI (ANSA.IT CALABRIA) 

CATANZARO –  31 MAGGIO 2021 – Una “full immersion” multiemozionale e benefica nella natura e nei suoi elementi.

A costo zero e, anzi, in grado di generare anche consistenti risparmi.

 Dal Piemonte alla Toscana, dal Trentino al Lazio, al Friuli Venezia Giulia, al Molise: sono tante le regioni dove è stata adottata la Foresta Terapia – basata sull’ottenimento del benessere psicofisico grazie all’utilizzo delle proprietà benefiche della natura – che adesso approda anche in Calabria, nella Sila Catanzarese in uno degli angoli più vocati del Parco nazionale della Sila.

Qui, si lavora da tempo su questo filone e lo scorso 11 maggio è partito il primo webinar del corso di formazione in “Consulente facilitatore in Forest Therapy nel Parco della Sila”: a partecipare esperti dell’associazione Aimef (Associazione italiana di medicina forestale) e i candidati individuati dall’Ente Parco e dal Comune di Taverna, in veste di cofinanziatori.

L’iniziativa sui avvale della supervisione scientifica del prof. Attilio Parisi, rettore dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, in partnership con il prof.Guido Giarelli del Dipartimento di scienze della salute dell’Università degli Studi di Catanzaro e direttore del master executive in Medical Humanities-Scienze Umane in Medicina.

Promotore dell’iniziativa è Rosario Amelio, medico esperto di scienze olistiche, ex assessore comunale e referente provinciale Aimef, che ha ideato e promosso la prima stazione sperimentale in Calabria di Forest Terapy, una pratica sia preventiva che curativa e riabilitativa, avviata sin dagli anni’80 in Giappone, rivelatasi particolarmente efficace per gestire lo stress e rafforzare le difese immunitarie.

Il concetto di base è molto semplice: utilizzare al massimo le potenzialità che nascono dall’incontro tra uomo e natura.

In altre parole, un sistema alternativo e privo di controindicazioni per ottenere i massimi benefici dai boschi intesi come autentiche e inesauribili miniere di benessere.

La foresta terapeutica, “Shinrin Yoku” in giapponese o Forest Bathing “Bagno nella foresta” o immersione forestale, poggia i suoi fondamenti su dati convalidati dalla comunità scientifica internazionale.

Come si esplica? Si passeggia sui sentieri in mezzo alle piante respirando profondamente. Dalle essenze degli alberi, infatti, si liberano dei terpeni, preziosi composti organici volatili e componenti degli oli essenziali, che sono dei potenti antinfiammatori.

Sostanze prodotte e rilasciate in modo naturale tanto dalle radici quanto dalle foglie degli alberi, che riescono a stimolare l’apparato immunitario. Camminare nel bosco oltre a ritemprare la mente equivale, quindi, anche a curarsi.

E non è necessario fare alcunché: può essere sufficiente riposare limitandosi semplicemente a respirare l’aerosol naturale degli alberi. L’hanno definita interazione benefica tra uomo e foreste ma è molto, molto di più. Primo beneficio: gli alberi filtrano e liberano l’aria dagli inquinanti ambientali, anche pollini.

Asmatici e allergici potrebbero gradirlo. In Calabria questa grande opportunità nasce dalla sinergia tra l’Università degli studi Magna Grecia di Catanzaro e il Comune di Taverna. A dare il là è la presenza, in Sila, di un’area boscata tra le più belle e suggestive del Paese da offrire per donare salute e benessere.

Mettere in pratica il “bagno nella foresta” significa, secondo gli esperti, vedere scendere i livelli di cortisolo con crollo di ansia e stress. Inoltre si registrano evidenti miglioramenti per ciò che concerne il sistema nervoso.

In contemporanea aumentano i linfociti natural killer che combattono le infiammazioni e consentono di ottenere, a breve, una diminuzione nel consumo di farmaci calcolata intorno al 30% in meno.

Un bagno di salute.

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