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FAGNANO CASTELLO CELEBRA LA “REGINA D’AUTUNNO”


In corso la 35esima edizione della Sagra della Castagna

di REDAZIONE

 FAGNANO CASTELLO (CS) –  29 OTTOBRE 2018 –  Anche quest’annoè in corso a Fagnano Castello la tradizionale  “Sagra della Castagna”, un appuntamento molto atteso giunto, ormai, alla 35esima edizione.

Tre giornate vissute in grande allegria, in cui si ricreano l’atmosfera e i sapori del passato legati alle tradizioni della nostra terra.

Numerosi gli stand gastronomici dove poter gustare le specialità a base di castagne, come i dolci, i prodotti tipici, e soprattutto le “caldarroste”, preparate in piazza durante i tre giorni della sagra.

A celebrare la “regina d’autunno” quest’anno è giunto ancheil presidente della Regione Mario Oliverio che, nel primo pomeriggio di oggi, ha visitato i vicoli in fiera del centro storico fagnanese.
Subito dopo il presidente Oliverio, insieme al consigliere delegato all’agricoltura, Mauro D’Acri, ha partecipato ad un incontro presso la locale sala consiliare introdotto dal sindaco di Fagnano Giulio Tarsitano

“Grazie al lavoro che abbiamo compiuto in questi anni -ha detto Oliverio- anche nel settore dell’agricoltura, che rappresenta un settore trainante della nostra economia, si è registrato un cambio di trend: crescono produzione, esportazione e occupazione. Oggi la Calabria è nel gruppo di testa delle regioni italiane per quanto riguarda la spesa delle risorse comunitarie. Sin dall’inizio del nostro mandato ci eravamo posti l’obiettivo di immettere in questo settore nuove energie.

Dopo la pubblicazione di un primo bando,a cui hanno partecipato 2500 giovani, abbiamo decretato 960 progetti. Per non scoraggiare chi era rimasto fuori, abbiamo pubblicato un secondo bando che scade il 22 novembre prossimo. Siamo tra le regioni in cui è in atto il maggiore ringiovanimento in agricoltura.

Anche sul turismo abbiamo invertito i segni negativi del passato fino a raggiungere nel 2017 il record delle presenze turistiche a cui, quest’anno, si aggiungerà un ulteriore aumento. Tutto ciò non è avvenuto per caso o per fortuna, ma grazie agli investimenti che abbiamo effettuato. Nel 2014 erano solo otto gli aeroporti collegati con Lamezia Terme, oggi sono 35 gli aeroporti internazionali collegati con la nostra regione.

La settimana scorsa abbiamo ospitato 750 tour operator tedeschi, che hanno scoperto oltre alla bellezza dei nostri territori, il nostro cibo, il nostro patrimonio culturale, le nostre tradizioni e sono andati via entusiastici, annunciando importanti investimenti.Abbiamo investito molto e oggi cominciamo a vedere i primi frutti.

Lo sforzo che stiamo facendo è quello di mettere in piedi la Calabria sul terreno della crescita e dello sviluppo e non dell’assistenza, che è stato il nemico mortale di questa nostra terra. Abbiamo investito 100 milioni di euro volti ai Comuni per la valorizzazione dei nostri borghi e 36 milioni di euro destinati ai privati, cioè a chi ha una o più unità abitative e vuole recuperarle, ammodernarle, valorizzarle per creare turismo extralberghiero. Molti ci hanno chiesto una proroga che, molto probabilmente, decideremo lunedì.

Abbiamo investito sulla depurazione, sulla raccolta dei rifiuti, sul dissesto idrogeologico, sulle infrastrutture, sulla messa in sicurezza sismica di oltre 800 edifici scolastici, sui trasporti, sull’illuminazione pubblica, ecc. e abbiamo scelto quasi sempre, come interlocutori, i comuni sulla base di oggettività e di criteri. Quando si amministra la cosa pubblica bisogna mettere da parte le appartenenze e le colorazioni politiche e premiare il merito, affermando i diritti e non le clientele”.

“Questo -ha concluso Oliverio- è lo sforzo che abbiamo fatto in questi anni. Abbiamo risolto tutti i problemi? Tutt’altro. Abbiamo fatto solo il nostro dovere e abbiamo messo la nostra regione nelle condizioni di proseguire sulla strada giusta. Ora è necessario continuare il percorso intrapreso perché anche in Calabria si possa vivere come in una regione “normale”.

 I fatti, non gli annunci e le promesse, dicono che anche qui è possibile cambiare le cose, riprendere, per esempio, un’opera bloccata e attesa da trent’anni come la Diga del Menta, che era considerata un monumento allo spreco e all’inutilità della politica e portarla a compimento.

La inaugureremo e ne sono davvero fiero e orgoglioso. Su questa strada dobbiamo continuare a camminare se vogliamo costruire il nostro futuro e quello dei nostri figli”.

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