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EUROPEE, IN CALABRIA TEST PER LE REGIONALI


La politica nostrana attende l’esito della tornata elettorale di domenica perché il voto per l’Europarlamento può ridefinire gli equilibri tra gli schieramenti e all’interno degli stessi schieramenti

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) –  25 MAGGIO 2019 – Le elezioni europee come “test” per le Regionali in Calabria.

La politica calabrese attende l’esito della tornata elettorale di domenica con particolare attenzione, perché il voto per l’Europarlamento può ridefinire gli equilibri tra gli schieramenti e all’interno degli stessi schieramenti, già impegnati nei posizionamenti e nella ricerca delle candidature per la competizione regionale.

Allo stato attuale, il quadro politico calabrese registra due possibili candidati alla presidenza della Giunta regionale: per il Pd e il centrosinistra il governatore uscente Mario Oliverio, e per Forza Italia il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ma nei rispettivi partiti e nelle rispettive coalizioni non mancano i dubbi, legati anche al recente coinvolgimento di Oliverio e Occhiuto in alcune inchieste giudiziarie.

Nel centrodestra calabrese c’è particolare attesa per il dato delle Europee, perché le urne potrebbero modificare gli attuali rapporti di forza in virtù di una possibile crescita della Lega e di Fratelli d’Italia a scapito della stessa Forza Italia.

Soprattutto il partito di Salvini spera, in Calabria, in un consistente balzo in avanti sia rispetto al dato ottenuto alle Europee del 2014 (quando riportò lo 0,7%) sia rispetto alle Politiche del 2018 (quando ha raggiunto il 5,6% alla Camera). Anche in FdI, a livello regionale, si spera in un incremento dei consensi rispetto alle precedenti Europee (3,6%) e alle Politiche dello scorso anno (4,6%), in virtù dei recenti ingressi, tra le fila dei meloniani e della federata “Direzione Italia”, di ben 4 consiglieri regionali n carica, per un totale di sei complessivi.

Dall’”assalto” di Lega e Fratelli d’Italia dovrà quindi provare a “resistere” Forza Italia, che in Calabria deve difendere il 20,1% delle ultime Politiche e la leadership nella coalizione per la scelta del candidato governatore, già individuato dai forzisti in Occhiuto: un tema che, però, finora Lega e FdI non hanno inteso affrontare, rimandando ogni valutazione a dopo le Europee e al tavolo delle trattative nazionali.

Per quanto riguarda il Pd, che in Calabria è affidato alla guida di un commissario e nei prossimi mesi dovrebbe celebrare il congresso regionale, le Europee di domenica rappresentano un banco di prova importante, dopo la sconfitta delle Politiche del 2018 (in Calabria i democrat alla Camera di sono fermati al 14,3%) che di fatto ha cancellato l’exploit delle Europee del 2014 (35,8%).

Ma il voto di domenica sarà interessante anche per valutare lo stato di salute del Movimento 5 Stelle, che alle Europee del 2014 in Calabria ha riportato il 21,5% e alle Politiche del 2018 è stato l’assoluto dominatore toccando il 43,4% alla Camera: l’esito della tornata elettorale per Bruxelles potrebbe avere i suoi effetti anche per la corsa dei pentastellati alle Regionali, e infatti non è escluso che la Calabria diventi uno dei primi “esperimenti” della riorganizzazione del Movimento fondata anche sull’apertura ad alleanze con liste civiche. 

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