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ESISTENZIALISMO, CALABRIA, MISTERO, STORIA E ATTUALITÀ NEL LIBRO DI FRANCESCO STIRPARO


Presentato alla Ubik di Cosenza “L’ultima tela di Cefaly”, romanzo del medico  – scrittore a cui lo scorso anno è andato il premio per la migliore trama agli Awards Golden Books di Napoli

di REDAZIONE 

COSENZA  – 6 LUGLIO 2019 –  Alla presenza di un qualificato pubblico è stato presentato giovedì  scorso alla libreria Ubik di Cosenza il romanzo di Francesco Stirparo “L’ultima tela di Cefaly”. 

La serata è stata aperta dalle letture di alcuni brani del testo da parte di Francesco Reda, attore e imitatore per passione, e di Rosa Iazzolino, animatrice di serate culturali nella sua Celico. 

Le note critiche dell’opera sono state affidate al Professor Domenico Torchia, docente presso l’Università Internazionale di Roma, il quale ha rivisitato l’opera sotto l’aspetto filosofico, analizzando personaggi e situazioni, riconducendoli nella loro valenza esistenziale. 

Il Professore ha altresì rimarcato quanto nel testo sia importante la memoria storica come base fondante per la strutturazione dell’io in una società che tende sempre più a perdere i valori fondamentali. 

E’ infine intervenuto l’autore del libro, vincitore lo scorso anno del premio per la migliore trama agli Awards Golden Books di Napoli, ripercorrendo le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere un romanzo di fantasia quasi come necessità per sfuggire alla razionalità imposta dalla sua professione di Medico. 

L’idea del libro nasce dall’incontro avvenuto nell’ormai lontano 1838 tra il pittore Andrea Cefaly, fervente patriota garibaldino e deputato della sinistra nel Parlamento del Regno, autore di un dipinto misteriosamente scomparso, lo scrittore inglese Arthur John Strutt, giunto in Calabria per ricercare i resti della Magna Graecia e la bella brigantessa Petronilla. 

La vicenda si svolge ai nostri giorni quando alla ricerca del quadro perduto del grande artista di Cortale si avventurano i due protagonisti, Giorgia Miceli, ragazza idealista di Caraffa di Catanzaro, paese appartenente alla comunità arbëreshë e Gunter Maeler, architetto tedesco di Monaco di Baviera, con la passione per i maestri del Rinascimento italiano. 

La trama è un vero e proprio giallo che, attraversando varie località di una Calabria con tutte le sue caratteristiche di colori, sapori, profumi e panorami affascinanti, si sviluppa tra intrighi e misteri fino alla sorprendente e imprevedibile conclusione. 

Il romanzo alfine tratta di una Calabria positiva, fiera di se stessa capace di ribellarsi contro soprusi e malaffare come dimostrato dalla vicenda della Discarica della Battaglina, la cui costruzione è stata impedita da un Comitato spontaneo di studenti, operai, casalinghe, artigiani, professionisti, donne e uomini di ogni ceto sociale, evitando l’ulteriore scempio di un territorio già ampiamente devastato. 

Una bella pagina di cultura dunque resa possibile dalla ospitalità del personale della Ubik di Cosenza che ha curato immagine ed accoglienza.

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