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ELEZIONI ORDIONE, LETTERA APERTA AI BIOLOGI DELLA CALABRIA


Riceviamo e pubblichiamo:

PRESERRE (CZ) –  18 NOVEMBRE 2022 – Care colleghe e cari colleghi,

pubblichiamo questa lettera perché arrivi a tutti Voi un grande e doveroso ringraziamento per il sostegno che ci avete dimostrato in occasione delle elezioni del primo Consiglio dell’Ordine dei Biologi per la Calabria e che ha prodotto un risultato eccezionale di partecipazione al voto, facendo attestare la nostra Regione al secondo posto in Italia come numero di votanti in percentuale agli iscritti.

Per la prima volta nella storia della categoria, i biologi calabresi sono stati chiamati ad eleggere un organo di rappresentanza regionale.

Da anni ci prepariamo ad una svolta epocale, al sogno di essere rappresentanti, non più da un organo lontano e imbrigliato nei lacci della burocrazia centralizzata, bensì da una struttura a portata di mano, da un saldo e sicuro riferimento per quanti, per troppo tempo, si sono sentiti soli per affrontare le loro battaglie professionali.

Con questa speranza e questa forte voglia di riscatto abbiamo affrontato una campagna elettorale lunga e appassionata e con la speranza di poter davvero costruire insieme un progetto di crescita, ci siamo rivolti a tutti Voi, che avete così numerosi sostenuto le nostre candidature, perché era troppo impellente la richiesta di cambiamento che ci avete rivolto.

Con profondo rammarico, purtroppo, all’indomani di un risultato elettorale eccezionale abbiamo dovuto constatare che, ancora una volta, i biologi sono stati totalmente privati della loro sovranità.

Abbiamo assistito ad una suddivisione delle più rappresentative cariche (Presidente, Vicepresidente, Segretario, Tesoriere) in seno ad un neocostituito Consiglio direttivo che non ha tenuto in minima considerazione la volontà espressa con il voto, ed in cui hanno prevalso logiche del tutto estranee al cambiamento che tanto abbiamo desiderato.

Pur nella legalità di un Regolamento che prevede che la nomina delle cariche venga votata a maggioranza dei consiglieri eletti, ma nel totale spregio del chiarissimo risultato elettorale, nessuno di coloro che ha conseguito la più netta maggioranza di preferenze ha ottenuto uno dei ruoli di maggiore rappresentatività in Consiglio.

Ci siamo opposti, abbiamo anche accettato di poter andare oltre il semplice risultato elettorale, abbiamo fatto delle proposte concrete e ci siamo appellati al criterio della rappresentatività territoriale e dell’esperienza maturata, ma non è valso a nulla:  la prima riunione del primo consiglio dell’ordine dei biologi della Calabria, di quello che per tutti noi avrebbe dovuto rappresentare la prima vera espressione di democrazia, si è però, purtroppo, tramutato nel solito, già vissuto copione, in cui tutto è già scritto, tutto, ahi noi, già deciso.

Abbiamo fatto tutto questo per quanti ci avevano affidato la loro esigenza di riscatto, abbiamo preteso di far sentire la nostra voce e abbiamo cristallizzato il nostro disappunto in un verbale pubblico, quello della prima riunione di consiglio che rappresenterà, da oggi in poi, la nostra bandiera di libertà e di democrazia.

Tanto si doveva, per obbligo di trasparenza e chiarezza nei confronti dei colleghi.

Il rammarico per aver perso, di nuovo, una storica occasione però non ci farà perdere di vista lo spirito che ha contraddistinto il nostro percorso fino a qui. L’entusiasmo con il quale ci avete onorato della vostra fiducia sarà in questi anni il faro che guiderà sempre il nostro impegno: la tutela della categoria e il supporto ai biologi nel loro percorso professionale.

Ieri come oggi, sempre dalla stessa parte. Grazie ancora a tutti!

Biagio Arcidiacono,  biologo

Renato Caroprese, biologa

Immacolata Fotia, biologa

Alessio Gravina, biologo

Domenico Laurendi, biologo

Asnora Porcaro, biologa

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