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E IL MINISTERO ORDINÒ, VIA I MIGRANTI DA RIACE


Verranno trasferiti già’ dalla settimana prossima, e nel giro di un mese dovrebbero essere ricollocati in altri centri

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) –  14 OTTOBRE 2018 – Dopo l’arresto del sindaco Domenico Lucano, arriva un’altra tegola per il “modello Riace” e l’integrazione dei migranti. Il Dipartimento per le liberta’ civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, con una nota del 9 ottobre scorso, ha deciso il trasferimento dei migranti ancora ospiti nello Sprar gestito dal Comune di Riace.

Nei mesi scorsi lo stesso Ministero aveva gia’ evidenziato diverse anomalie nella gestione, mentre il sindaco Lucano, poi sospeso dall’incarico, era finito agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento del servizio di raccolta differenziata. Nel nuovo provvedimento, che contesta al Comune reggino 34 penalita’, si chiede, quindi, di trasferire gli ospiti e di rendicontare ogni spesa sostenuta per arrivare alla chiusura del sistema di accoglienza.

Sono 34 i punti di penalita’ disposti dal Ministero dell’Interno rispetto al progetto di accoglienza di immigrati gestito dal Comune di Riace. Le violazioni riguardano: l’erogazione dei servizi finanziari dal fondo a favore di soggetti diversi da quelli ammessi all’accoglienza; la mancata presentazione della rendicontazione; la mancata rispondenza tra i servizi descritti nella domanda di contributo e quelli effettivamente erogati e la mancata applicazione di quanto previsto dalle linee guida anche in termini di standard qualitativi e quantitativi; il mancato aggiornamento della banca dati gestita dal Servizio centrale.

Nelle ventuno pagine trasmesse nei giorni scorsi al Comune di Riace, dunque, si evidenzia che “la rilevanza, gravita’ e persistenza” delle inosservanze giustificano la revoca totale dei finanziamenti, spiegando anche che “le criticita’ emerse, per le quali sono stati applicati punti di penalita’, attengono, soprattutto, ad aspetti gestionali e organizzativi, a prescindere, molto spesso, dalla disponibilita’ di risorse finanziarie”.

L’obiettivo della revoca e’, dunque, quello di “evitare l’ulteriore protrarsi di modalita’ gestionali non conformi alle regole che presiedono al corretto utilizzo di finanziamenti pubblici destinati all’accoglienza dei richiedenti asilo”. Al Comune sono stati concessi sessanta giorni per rendicontare le spese sostenute, ricordando che e’ ammesso il ricorso, rispetto al provvedimento, ai competenti organi giurisdizionali.

Fonti del Viminale spiegano che in generale i progetti Sprar vengono rinnovati ogni tre anni: nel caso di Riace si parla del triennio 2017-2019, ma gia’ dall’estate scorsa il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall’amministrazione locale. Nel 2018 il comune di Riace non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco era stato avvisato della revoca dei finanziamenti, diventata ufficiale all’inizio di questa settimana.

I migranti di Riace verranno trasferiti gia’ dalla settimana prossima, e nel giro di un mese dovrebbero essere ricollocati in altri centri. Il coordinamento delle operazioni e’ affidata al Servizio Centrale, ufficio istituito dall’Anci (in base a una convenzione con il Viminale) e che gestisce la rete Sprar. Si sottolinea che la convenzione del ministero con Anci, l’approvazione del progetto Sprar a Riace e i primi stop ai finanziamenti per presunte irregolarita’ si riferiscono a gestioni precedenti all’arrivo di Matteo Salvini al ministero.

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