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“DUE CHIACCHIERE AL MESE”, DIALOGHI TRA DONNE AL “FORUM” DI AMARONI (AGGIORNATO)


Oggi il primo di una serie di appuntamenti che potrebbero diventare un appuntamento culturale fisso. Davanti a un buon tè si parlerà del valore della libertà

di REDAZIONE 

AMARONI (CZ) – 11 FEBBRAIO 2021 –  “Due chiacchiere al mese”.

Si chiama così l’evento tutto al femminile in programma oggi, alle ore 9.30, alla paninoteca “Forum” di Amaroni.

Sorseggiando un tè a scelta fra quelli proposti, nel pieno rispetto delle norme anti – Covid, sarà uno scambio di idee «sul valore della libertà che in quest’anno molto ci è mancata» sottolineano i titolari.

Libertà di agire, libertà di lavorare, curarsi, socialità consolidata: parte da qui il primo di una serie di appuntamenti «con l’auspicio che diventi nel tempo un evento culturale diverso nel genere e negli argomenti per dare voce ai pensieri sopiti facendoli volare liberi, poiché il fine ultimo è riflettere condividendo» aggiungono ancora dalla direzione del “Forum”.

Che insiste: «Spesso asseriamo che la libertà sia il maggior valore per l’essere umano e che nessuno ha il diritto di ridurlo in schiavitù o violarlo. Ma è proprio così? La libertà ha una caratteristica speciale rispetto ad altri valori, perché attraverso essa altri valori prendono vita.

Essa ci dà dignità, ci permette di prenderci delle responsabilità, di operare delle scelte, di amare, di creare, di ubbidire senza esser servili, e soprattutto di avere coraggio. Spesso si corre il rischio di usarla male, difatti se guidata dal capriccio diventa pura violenza.

Se oltre al senso di libertà non abbiamo una morale rischiamo di non preoccuparci delle conseguenze di ciò che facciamo».

I titolari del “Forum” evidenziano ancora «che la libertà è un valore enorme e prezioso perché significa assumersi la responsabilità delle proprie azioni scegliendo personalmente senza delegare ad altri quello che invece spetterebbe a noi.

È certamente difficile mettere un ideale davanti ai propri interessi, combattere per il bene comune perché egoisticamente siamo portati a pensare a noi stessi».

Poi concludono domandandosi (e rispondendo): «Ma se a questa attitudine non ci si educa che fine può fare la convivenza civile?

Essere liberi non vuol dire vivere senza regole, piuttosto viverle rispettandole e relazionandosi reciprocamente, soprattutto ricordare che la libertà conquistata oggi è stata la lotta di ieri, perché solo facendo tesoro di ciò che è stato, potremmo sentirci liberi di esprimerci, di essere, di andare».

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