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“DUE BOTTE A SETTIMANA”, AL COMUNALE DI SOVERATO IL PIACERE DELLA COMMEDIA ITALIANA


Domani appuntamento con Marzo Marzocca e Leonardo Fiaschi per uno spettacolo che unisce la forza comica del “live”

di REDAZIONE 

SOVERATO (CZ) –  1 MARZO 2020 –  Uno spettacolo dove ritroviamo il piacere della commedia all’italiana, unito alla forza comica del “live”.

Al Teatro Comunale di Soverato sarà cosi per “Due Botte a Settimana!”: una commedia in due atti che non rinuncia al ritmo incredibile di battute alle quali ci ha abituato il teatro comico moderno per arrivare attraverso tanti personaggi interpretati dagli attori, a un finale veramente sorprendente

Appuntamento domani, 2 marzo ore 21:00. La commedia è stata scritta da Marco Marzocca  e Stefano Sarcinelli con Leonardo Fiaschi, regia  di  Marco Marzocca.

La storia si svolge all’interno dello studio del produttore Stefano Toro (il bravissimo Stefano Sarcinelli), figlio del Notaio Raimondo (Marco Marzocca). Il loro collaboratore domestico lo sconclusionatissimo Ariel (Marco Marzocca), che vedremo combinare disastri di ogni tipo.

La storia si sviluppa raccontando una giornata di audizioni organizzata dal produttore Stefano Toro e comincia con Marco Marzocca, nei panni di se stesso che, accompagnato dal suo trucido agente (Leonardo Fiaschi), propone una sceneggiatura nella speranza venga presa in considerazione per essere realizzata.

Nello studio di produzione si susseguiranno ben dieci personaggi interpretati ora da Marco Marzocca, ora dall’eclettico Leonardo Fiaschi, che daranno vita alla nostra storia con continui colpi di scena, rivelando nel secondo atto il cuore del racconto: il complesso rapporto tra il padre Notaio e il figlio Stefano. Nel solco della tradizione della commedia italiana, l’umorismo e l’ironia attraverso il comico diventano il linguaggio, in questo spettacolo ricco di risate, per raccontare storie di grande umanità e vicine a tutti noi.

“Due Botte a Settimana!” è uno spettacolo che gioca continuamente sul rapporto tra teatro e “live” insistendo sulla diversità specifica che differenzia il mondo del teatro da quello del reale: la quarta parete; cioè quel muro immaginario che divide l’attore teatrale dal suo pubblico e che invece l’artista live “rompe” continuamente cercando un rapporto, un’interazione, un contatto con esso. 

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