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DROGA NEL SOVERATESE E NEL VIBONESE, TRE ASSOLUZIONI AL PROCESSO “GIARDINI SEGRETI”


Agli imputati venivano contestati diversi capi d’accusa; dalla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish e cocaina), sino alla produzione e coltivazione di canapa indiana

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) –  22 OTTOBRE 2020 –  Il fatto non sussiste. Tre assoluzioni nel processo con rito ordinario scaturito dall’operazione “Giardini segreti” sullo spaccio di droga nelle Serre vibonesi, con diramazioni nel Soveratese, nel Reggino e in altre zone d’Italia, condotta dai carabinieri del Norm di Serra San Bruno con il coordinamento del pm Filomena Aliberti e scattata nel giugno del 2017.

In particolare, il Tribunale di Vibo Valentia ha assolto Attilio Francesco Candido, assistito dai legali Giuseppe Gervasi e Vincenzo Sorgiovanni, entrambi del Foro di Locri; Nino Emanuele, difeso dagli avvocati Giuseppe Tropiano e Domenico Pietragalla del Foro di Catanzaro; Angelo Garieri, difeso dall’avvocato Antonio Cortese.

Il pubblico ministero aveva avanzato una richiesta di 5 anni di reclusione. Il processo, celebrato con rito abbreviato, si era concluso con nove condanne.

Agli imputati venivano contestati diversi capi d’accusa; dalla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish e cocaina), sino alla produzione e coltivazione di canapa indiana.

Con il gruppo originariamente sottoposto a custodia cautelare, sarebbe entrato in rapporti anche Emanuele Mancuso, figlio del boss Pantaleone Mancuso, alias “l’Ingegnere”, che nel giugno del 2018 ha deciso di iniziare a collaborare con la Dda di Catanzaro.

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