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“DOVE SEI”, ECCO IL NUOVO SINGOLO DI ENRICO CUOMO

Oggi pomeriggio la presentazione a Lamezia Terme. “Nei miei pezzi mi piace parlare di me, di come sto, di quello che vivo. Vita vera uguale scrittura vera. E anche in questo caso è andata così”

di Daniela RABIA

LAMEZIA TERME (CZ) –  21 Enrico Cuomo, classe 99, è ormai una realtà musicale di spessore  e riconosciuta non solo nel suo territorio di appartenenza, la città di Lamezia Terme, ma anche altrove.

Oggi pomeriggio, alle ore 18.00 al chiostro, caffè letterario, Piazzetta San Domenico in Lamezia Terme la presentazione del suo uovo singolo “Dove sei”.

Enrico come nasce l’ispirazione del nuovo lavoro?

«Innanzitutto permettimi di dirti che sono lusingato dalla tua premessa e spero di arrivare al cuore di sempre più persone e di raggiungere traguardi sempre più importanti.”Dove sei” trae ispirazione da una serie di eventi che ho realmente vissuto,  non da uno in particolare. L’ho tenuta nascosta per tantissimo tempo, infatti è stata scritta più di un anno fa. Racconta una storia d’amore ormai finita, la rottura di un rapporto e il turbinio di emozioni che provoca questo evento.

La vita è strana, le persone vanno e vengono, le scelte che si prendono sono le più disparate e allora si le strade si dividono, ma comunque alcune cose lasciano indubbiamente il segno. A questo servono le canzoni, a cristallizzare i momenti e a lasciarli lì. La ruota gira per tutti però, e ho avuto la fortuna di aver riaperto il mio cuore alla persona giusta adesso, che, oltretutto, mi sostiene sempre in quello che faccio».

E il titolo a cosa fa riferimento?

«Ti racconto una storia divertente. Il ritornello di questo pezzo è stato scritto e musicato insieme a Chiara Vescio, a casa sua, un pomeriggio in cui non avevamo nulla da fare e io continuavo a ripetere questa frase “Dove sei?”.

Questo ritornello non mi convinse totalmente per diversi mesi, tant’è che sul foglio col testo che ho portato in studio il giorno della registrazione c’era su scritto “bozza”. Essendo la frase che si ripete più volte nel testo e trovandosi nel ritornello naturalmente ne è diventato il titolo. Volessimo contestualizzarlo è la frase che tipicamente ripete un innamorato quando è stato lasciato e cerca spiegazioni a tutto ciò.

Malgrado tutto la voglia di cercarsi e di chiedersi quella persona dove sia sono forti, anche se magari a quella persona non importa nulla di noi.

Forse non è mai stato il momento adatto o forse non lo sarà mai. Forse è andata così per colpa delle parole degli altri, e adesso quello che rimane sono soltanto sguardi che ci si lancia da lontano. Forse non ci sei mai stata, ma l’illusione che così fosse anche solo per un momento mi teneva vivo e non ci stavo dentro.

C’è continuità con l’opera pregressa o è un momento di rottura e di cambiamento? Parlacene

«Dove sei”nasce per essere un progetto a parte, diverso da quello che ho pubblicato in precedenza. Non so dirti, però, se non ci sia assolutamente nulla che lo leghi ai vecchi pezzi. Per me rappresenta una rottura perché, innanzitutto, non avevo mai sperimentato queste sonorità “punkettose”(lasciami passare il termine) e poi c’è sicuramente molto più “cantato” e meno “rappato” rispetto alle opere pregresse.

Ci sono, però, ovviamente anche degli elementi  che lo legano a vecchi brani, l’utilizzo dello “spoken” nelle strofe è una mia firma e cifra stilistica, se così possiamo dire, come il fatto che tutto il tappeto strumentale è totalmente suonato come nel vecchio disco.

Ovviamente bisogna evolversi e cambiare. Rimanere fossilizzati sulle stesse cose non fa bene né all’artista né al pubblico. All’artista perché  non c’è alcun tipo di ricerca, innovazione o passione e questo porta sempre a produrre gli stessi pezzi che conseguentemente annoiano il pubblico. Dall’altro lato “Enrico è sempre Enrico”.

 Nei miei pezzi mi piace parlare di me, di come sto, di quello che vivo. Vita vera uguale scrittura vera. E anche in questo caso è andata così».

Enrico quali sono stati i tempi di pubblicazione del tuo nuovo singolo e cosa vedi nel tuo immediato futuro?

«Guardo al futuro in maniera ottimista. Mi auguro, e penso sarà proprio così, che “Dove sei” sia solo l’inizio di un nuovo e lungo periodo della mia carriera caratterizzato da tanta nuova musica e quel che sarà, sarà. “Se son rose, fioriranno”. Un anno senza pubblicare nulla, tanto c’è voluto per il nuovo singolo, è stato davvero pesante per me, ma ora sono pronto a mangiarmi il mondo.

Avevo perso un po’ il focus sul mio progetto artistico, ora invece non vedo l’ora di andare in studio a registrare nuove cose e di suonare dal vivo, per quanto possibile, ovviamente».

“Dove sei” sembra fare riferimento a una ricerca. L’arte tutta è ricerca costante. Cosa cerca Enrico e cosa ha trovato fino ad oggi?

«Quello che ho trovato è sicuramente una squadra che crede in me e in quello che faccio. Tutta la produzione del pezzo, a partire dall’arrangiamento, passando per le registrazioni, il mix&master,  fino alla distribuzione, è stato curato dai DissonanzeStudios di Lamezia Terme, nelle persone di Francesco D’Augello, Milena Barresi e  Erica Cuda, che non smetterò mai di ringraziare.  So bene  che ancora per un bel po’ starò loro addosso.

Tutto questo, infatti, non sarebbe stato possibile senza di loro. Sicuramente anche membro della squadra a tutti gli effetti è Lorenzo Smirne, che ha curato tutto il progetto grafico e fotografico, e che lavora con me  da una vita. “Dulcis in fundo” mia sorella Chiara Vescio che, oltre ad averci prestato la sua magnifica voce per i cori, è il mio supporto morale e artistico h 24.

Ho trovato fino a ora, prescindendo dal punto di vista artistico, sicuramente una famiglia che mi sostiene nella mia passione, tanti amici che ad ogni uscita non mi fanno mancare il loro calore e che, in generale, mi vogliono bene e una ragazza che, da quando ci conosciamo, mi fa felice e che per giunta è stata la primissima fan di questo brano».