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DOMUS AUREA, «I NAS NON SONO MAI ENTRATI NELLA RSA DI CHIARAVALLE»


Il colloquio tra il comandante dei Nas di Catanzaro e il titolare della struttura svela un altro retroscena sulla gestione del focolaio che ha causato 28 morti: «Sono stato davanti alla porta e se ricorda ci siamo salutati, ma io non sono entrato e non ho fatto nessun tipo di relazione»

Fonte: ILVIZZARRO.IT

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  2 GIUGNO 2020 –  Emergono nuovi dettagli sul caso della Rsa “Domus Aurea” di Chiaravalle Centrale, nelle Preserre catanzaresi, dove si è registrato un focolaio a causa dell’alto numero di persone risultate positive al Coronavirus, che ha causato anche 28 decessi tra gli ex degenti della struttura.

I retroscena sono andati in onda nel corso dell’edizione di venerdì sera della Tgr Calabria.

L’1 aprile, la presidente della Regione, Jole Santelli, parla pubblicamente della casa della salute, affermando che «le condizioni igienico-sanitarie della struttura, fin dalla prima visita dei Nas che personalmente ho chiamato, non ci consentivano di stare sicuri».

Il giorno dopo, il titolare della struttura, Domenico De Santis, chiama il comandante dei Nas di Catanzaro: «La Santelli ha detto che siete venuti nella mia struttura, ma io non vi ho visto».

Il comandante del Nas risponde: «Avvocato, io sono stato davanti alla porta e se ricorda ci siamo salutati, ma io non sono entrato e non ho fatto nessun tipo di relazione. Sono venuto e ci siamo salutati all’esterno, non ho fatto nessuna ispezione».

Stando, dunque, a quanto affermato dal militare, i Nas non hanno fatto alcuna ispezione. La vicenda, però, si arricchisce di nuovi elementi, considerato che, nello stesso servizio, la Tgr Calabria manda in onda anche la confessione del 30 marzo del commissario dell’Asp di Catanzaro, Luisa Latella, che parla dei dispositivi di protezione individuale.

«Quello che avevamo lo abbiamo dato tutto. Abbiamo chiesto sul mercato e il mercato è bloccato, non ci arriva niente. Se la Regione, attraverso la Protezione civile, ci rifornisce lei avrà tutto quello che è possibile avere. Se la Regione non me ne dà, io non ne ho».

Nemmeno il personale, che sarebbe dovuto arrivare in supporto, si è mai presentato, contrariamente a quanto affermato l’1 aprile dalla presidente della Regione.

«Successivamente – ha detto Santelli – abbiamo mandato per varie volte il personale sanitario, abbiamo garantito l’assistenza minima». I pazienti, però, sono stati «lasciati senza assistenza sanitaria», a causa dell’atteggiamento di alcuni medici che, come del resto emerso da un’altra ricostruzione shock della Tgr Calabria, si sarebbero «messi in malattia».

Sul caso della Rsa di Chiaravalle ha già avviato un’inchiesta la Procura della Repubblica di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri.

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