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DOMUS AUREA DI CHIARAVALLE CENTRALE, L’ASP DI CATANZARO “GELA” GLI ENTUSIASMI


“Nessun contratto, prima la verifica sui requisiti di accreditamento”. La triade prefettizia prende atto della sentenza del Consiglio di Stato e ‘bacchetta’ i ritardi del dipartimento regionale e della commissione interna

Fonte: G. R. (LANUOVACALABRIA.IT)

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  18 FEBBRAIO 2021 –  L’Asp di Catanzaro ‘gela’ l’entusiasmo della Ginestra Hospital.

La commissione prefettizia, prendendo atto della sentenza del Consiglio di Stato che aveva annullato l’atto di sospensione della procedura della formazione del contratto 2020, dice innanzitutto che il contratto non è stato mai sottoscritto con la Rsa di Chiaravalle centrale (conosciuta come Domus Aurea) e il fatto di essere soggetto accreditato non costituisce alcun vincolo. Anzi, “la ripresa dei rapporti contrattuali” è subordinata alla verifica e di “conoscere le relative determinazioni da parte del Dipartimento della Regione Calabria”.

La mina era esplosa attorno alla fine di marzo dell’anno scorso quando nella struttura scoppiò un focolaio che provocò numerosi contagi fra personale e ospiti. Gli anziani furono poi dirottati all’interno del Policlinico di Catanzaro.

Alla fine ne morirono una trentina. Tutto questo accadde a seguito di un’ispezione nei locali della Rsa che aveva indotto l’Azienda a chiedere al dipartimento l’avvio della procedura di revoca dell’accreditamento. Nei fatti l’istruttoria partì soltanto nei primi giorni di giugno.

La nuova delibera della triade commissariale contiene appunto stilettate nei confronti del dipartimento regionale, che appunto da allora non ha “adottato alcuna determinazione”.

La controparte della Cittadella è l’OTA (l’organismo tecnicamente accreditante), che si occupa della verifica sui requisiti di accreditamento. Però i fari della commissione prefettizia si sono accesi anche sulla Commissione aziendale di Verifica all’Autorizzazione Sanitaria e Vigilanza delle Strutture Sanitarie e Socio Sanitarie Private.

Un organismo falcidiato da numerose dimissioni proprio nei mesi in cui dovevano svolgersi le attività di verifica sui requisiti di autorizzazione. Su questo ritardo il direttore sanitario e il direttore amministrativo dovranno ottenere una specifica relazione. Giusto per non farsi mancare nulla, l’atto è stato notificato anche alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

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