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DOMUS AUREA CHIARAVALLE CENTRALE, IL SAN VITO HOSPITAL PRONTO AD ACCOGLIERE CINQUE OSPITI


Tutti negativizzati, ricoverati al Policlinico di Catanzaro, ipotesi concreta  dopo il no dell’ospedale di Trebisacce

di REDAZIONE

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  27 MAGGIO 2020 –  Cinque anziani ospiti della casa di riposo della “Domus Aurea” tutti negativizzati, ricoverati nel reparto di Malattie infettive del policlinico universitario di Garmaneto, troveranno posto nella Rsa di San Vito Hospital.

Lunedì scorso, dopo l’ennesimo stop arrivato da Trebisacce, città del cosentino dove l’ospedale era stato individuato per un primo trasferimento, il commissario straordinario dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro Giuseppe Zuccatelli, ha incassato la disponibilità della struttura sanvitese.

Già da ieri mattina ci dovrebbe essere stato il trasferimento degli anziani, in tutto cinque, da Germaneto a San Vito sullo Ionio anche se tutta la partita, adesso si sposta sulla destinazione del resto del gruppo.

Il trasferimento in struttura accreditata ha trovato il consenso della Regione Calabria che di fatto andrà a sborsare le rette mensili per l’accoglienza degli anziani.

Avevano lasciato la casa di riposo di via Filangeri, la struttura focolaio che ha registrato in tutto 27 decessi ed oltre 73 positivi al coronavirus lo scorso 30 marzo, quando su disposizione della commissaria straordinaria Luisa Latella ex prefetto di Catanzaro, dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro 49 anziani erano stati trasferiti d’urgenza al policlinico universitario per via delle condizioni gravi.

Richiesta di trasferimento e conseguente evacuazione della casa di riposo decisa perché gli anziani non potevano essere adeguatamente curati nella “Domus Aurea” e, perché avevano necessita di adeguate terapie che la stessa in quel momento non riusciva a garantire perché l’organico si era notevolmente ridotto, passando dai quaranta operatori socio sanitari in pieno regime ad appena una mezza dozzina di unità, perché il resto si era infettato ed era risultato positivo al tampone.

Gestione della situazione emergenziale che in questi ultimi giorni è tornata prepotentemente alla ribalta con una serie interventi da parte della proprietà della struttura che attraverso i legali si sono rivolti al Tar per ottenere la revoca della sospensione dell’attività disposta dal Dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria.

Avvocati al lavoro, anche per controbattere punto si punto su quanto hanno scritto gli ispettori del ministero della Salute nella relazione sullo stillicidio dento la casa di riposo mettendo “sul banco degli imputati” gli amministratori della struttura.

Nel documento, firmato dal direttore generale della Programmazione sanitaria Andrea Urbani, vengono riportati una serie di criticità che sarebbero state riscontrate nella gestione dell’emergenza Covid 19.

Argomento che ha interessato pure i magistrati della procura della Repubblica di Catanzaro, che quanto si è consumato nelle corsie della struttura da marzo ed aprile scorso, hanno voluto vederci chiaro attraverso un’inchiesta finalizzata ad accertare eventuali responsabilità dai risvolti penali tra i vari soggetti ed istituzioni interessate alla gestione dell’emergenza che ha registrato un bilancio piuttosto pesante.

Una vera e propria strage silenziosa di ignari anziani che di certo non si meritavano un destino così atroce, lontano dagli affetti delle loro famiglie. 

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