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D’IN SU LA VETTA, SALVIAMO LA TORRE CAVALLARA A CATANZARO


L’inciviltà del vandalismo l’ha violentata e imbrattata di scritte di vernice e di simboli esoterici

di Giampiero TAVERNITI

CATANZARO – 22 MAGGIO 2021 –  Una terra arricchita di arte e architettura storica che il sistema difensivo costiero contemplato nel codice Romano Carratelli testimonia, una serie importante di torri di guardia, di fortezze collegate e intercomunicanti tra di esse, ne garantivano la sicurezza e la protezione dai vari assalti turchi e corsari provenienti dal mare.

Torri costiere irte su promontori che dominano le due azzurrissime coste calabresi, alcune delle stesse sono curate, valorizzate e di proprietà comunale, altre invece abbandonate, sia di proprietà pubblica che privata che meriterebbero maggiore attenzione nella tutela e nella valorizzazione.

Un esempio è quello che ci dona la torre Cavallara di Catanzaro, torre saracena del XVI secolo che si trova sulla collina adiacente a via Sicilia, dall’alto si assiste a un panorama costiero mozzafiato, zoomando la visuale fino al golfo di Squillace.

Una torre a base quadra, la si raggiunge da una strada privata del consorzio di bonifica catanzarese, le sue condizioni strutturali non sono certo confortanti, il suo abbandono è palesemente indegno, la scala che portava al piano superiore e il ponte levatoio si sono staccate dal corpo della stessa.

Notiamo l’inciviltà del vandalismo che l’ha violentata e imbrattata di scritte di vernice e di simboli esoterici, sulle parete interne, dove s’intuisce che originariamente ci fosse un piano superiore, mentre sulla parete nord si possono osservare le tracce di una canna fumaria in pietrame, utilizzata per intercomunicare con le fortezze della zona con segnali di fumo, tipo con il castello al monumentale del S.Giovanni di Catanzaro o il castello di Squillace.

Apprezzabile l’azione del comitato degli Amici della Torre Cavallara che negli ultimi periodi ha sollevato la problematica di abbandono della stessa, censendola nei luoghi del cuore Fai, votandola in maniera apprezzabile e facendola piazzare al 106° posto nazionale e secondo regionale.

Di fatto, questa torre, è un avamposto difensivo della città di Catanzaro, rientra in quel sistema difensivo importante di proprietà dell’Avv. Domenico Romano Carratelli, stesso codice, che illustra la riproduzione di un centinaio di acquarelli di torri e fortezze che sta riscoprendo e riaccendendo molto interesse, sia negli addetti ai lavori, sia nei continui visitatori che stanno riscoprendo e visitando tantissimi luoghi incredibili di questa terra che in ogni angolo riserva bellezze e ricchezze.

Occorre essere sempre vigili , attenti ad ogni deterioramento o poca valorizzazione e tutela delle stesse, sensibilizzando sempre più sia gli organi preposti che l’opinione pubblica, visto che questi tesori non solo valorizzano la regione , ma allo stesso tempo, una volta recuperate , indicate dignitosamente con segnaletica turistica , potenzialmente potrebbero diventare luoghi produttivi di economie territoriali verso tanti giovani e verso tutti coloro che credono nella primavera turistica di questa terra che non ha nulla da invidiare a nessuna regione per ricchezze storico artistico e archeologico.

Un luogo molto misterioso, apprezzabilissimo a livello naturalistico e paesaggistico, in questa pianura , dove è collocata la torre, l’ingiallita erba, scossa da un venticello da nord est, sembra trasformarsi in un mare giallo che spicca sopra il vero e azzurro mar Jonio ad un tiro di schioppo dalla torre difensiva, osserviamo l’immancabile flotta di cornacchie che sembra difendere dall’alto torre Cavallara, spinta dal vento e che di tanto in tanto, qualcuna di esse si posa sul piano superiore della torre, donandole quell’affascinante e misterioso fascino che da sempre queste torri e queste fortezze hanno espresso , arricchendo di quel valore aggiunto che già detengono dalla loro valenza storico-artistica e architettonica.

Prima che la stessa divenga un anonimo rudere impoverito dall’incuria e dall’indifferenza, bisogna intervenire, attivandosi per non perderla, perché la prima valorizzazione sarà recuperarla, indipendentemente dalla proprietà della stessa, perché i vincoli architettonici della Sovrintendenza hanno il dovere di intervenire per poter attivare la giusta e doverosa azione, almeno di messa in sicurezza.

La speranza, deve essere accesa, al pari dell’attivismo civico di noi cittadini attivi che non possiamo rimanere inermi e nell’indifferenza dell’impoverimento storico artistico della nostra Calabria.

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