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DIGA MELITO, MANNO: «VORREMMO SAPERE DI CHE MORTE MORIRE»


Grazioso Manno

Il presidente del consorzio bonifica di Catanzaro: “Ora veramente basta.  In questa vicenda il limite è stato abbondantemente superato”

di Franco POLITO

PRESERRE (CZ) –  6 MAGGIO 2019 –  «Volete o non volete che la Diga sul Melito si faccia?»

Senza giri di parole, in maniera diretta e senza l’escamotage del “te lo mando a dire”.

Grazioso Manno, presidente del consorzio di bonifica Ionio Catanzarese, lo chiede al Presidente del consiglio Giuseppe Conte, ai Vice Premier  Matteo Salvini e   Luigi Di Maio, al Ministro alle   infrastrutture  Danilo Toninelli e al  Presidente della   Regione Calabria  Mario Oliverio.

«Sulla Diga del Melito – aggiunge –  si è detto, scritto e fatto di tutto e di più. La più grande opera idrica incompiuta d’Italia. Una storia trentina conosciuta ormai da tutti, anche negli ambienti ministri e regionali. Quindi non devo aggiungere nulla se non che ci siamo stancati di essere presi in giro dai precedenti Governi nazionali e dall’attuale Giunta regionale».

«Oggi – incalza Manno –  mi rivolgo nuovamente al Presidente Oliverio ed all’attuale Governo e faccio solamente una domanda secca, dopo anni ed anni di quotidiane battaglie:”Volete farla quest’opera, si o no ? Volete sbloccare questa grande incompiuta che darebbe notevoli benefici per tutta l’area centrale della Calabria? Volete dare una risposta ai tantissimi Sindaci e Comunità (circa 500.000 persone) che da molto, molto tempo aspettano una risposta?»

E ancora, «volete dire anche a me (penso di meritarlo perché da anni, ogni giorno, combatto per la ripresa dei lavori) se, una volta per tutte, avete deciso cosa fare della Diga sul Melito? Vorremmo, dovrei dire “vogliamo”, conoscere una volta per tutte di “che morte moriamo”. Siamo veramente stanchi di promesse, rinvii, dichiarazioni inutili, riunioni continue, che non hanno portato a nulla di concreto».

«Ho riscritto più volte a chi di dovere – insiste -: aspetto, aspettiamo una risposta rapida e definitiva. Ripeto: un si o un no».

E poi? «E poi  – conclude –  ci regoleremo di conseguenza. Tutto ha un limite: e su questa vicenda, il limite è stato abbondante superato». 

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