Stampa Stampa
98

DIGA DEL MELITO, UN’OPERA VOLUTA DAL TERRITORIO


Grazioso Manno

In occasione della visita del Ministro per il Sud Barbara Lezzi, Manno ribadisce la priorità delle infrastrutture irrigue

di Franco POLITO

PRESERRE (CZ) –  6 AGOSTO 2018  –  Uno sguardo d’insieme sull’agricoltura e sugli impianti che la alimentano.

Il binomio è vincente. Anche su questa certezza si fonde (o meglio dovrebbe fondarsi) il rilancio calabrese. Ed è per questo che Grazioso Manno, presidente del consorzio di bonifica Ionio Catanzarese, ribadisce le sue idee e i suoi convincimenti sulla Diga del Melito.

Il giro d’orizzonte che da oggi svolgerà in Calabria il Ministro per il sud Barbara Lezzi è sicuramente una occasione importante perché – dichiara Grazioso Manno presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese – consente di fare il punto sulla necessità di infrastrutture per la nostra regione che devono essere in linea con uno sviluppo coerente e sostenibile.

A tal proposito Manno ricorda la necessità delle infrastrutture irrigue e tra queste la Diga sul fiume Melito un’opera voluta dal territorio. Questa importante opera assume un ruolo strategico per la Calabria poiché permette di realizzare un grande bacino idrico nella Calabria centrale, sfruttando le ingenti risorse di acqua della Sila con evidenti vantaggi sociali, infrastrutturali, economici ed occupazionali.

La realizzazione della Diga sul Melito è in grado di consentire sviluppo ad  un vasto territorio, proprio valorizzando una delle risorse che ha la Calabria e cioè l’acqua e poterla poi utilizzare al triplice scopo potabile, irriguo e idroelettrico. In un colpo solo, si innesca un meccanismo virtuoso in grado di dare un contributo alla crescita omogenea ed uniforme su tutto il territorio a beneficio di 50 comuni, 350mila cittadini e un contributo fondamentale all’irrigazione.

Se il rapporto Svimez – prosegue – dice che l’agricoltura traina la ripresa ed ha assicurato performance alla Calabria, è evidente che questo è un settore che necessità di acqua proprio per consolidare l’agricoltura di qualità che è irrigua. 

In parallelo – aggiunge Manno – di estremo rilievo, è quindi anche  l’ammodernamento delle opere irrigue   per le quali è stato destinato alle regioni del Sud, l’80% dei 295 milioni, previsti dal Fondo Strutturale di Coesione, di cui si attende, però, ancora il bando.

Per i 300 milioni previsti dal Piano Irriguo Nazionale, si attende la graduatoria per avviare l’iter di apertura dei cantieri”.

Contatti

Blog Traffic

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.