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DELEGAZIONE “ITALIA NOSTRA” IN VISITA A SQUILLACE


Squillace, il Castello Normanno

Elena Bova: “Andarci significa immergersi nella bellezza e nella storia per il suo castello e per il numero dei suoi edifici e chiese di prestigio che segnano un’epoca in cui la città ebbe un grande ruolo”

di Salvatore TAVERNITI  (Gazzetta del Sud)

SQUILLACE (CZ) –  9 MARZO 2020 –  Una delegazione della sezione di Catanzaro di “Italia Nostra” ha visitato il centro storico di Squillace, soffermandosi alla chiesetta di Santa Maria della Pietà, piccolo gioiello del gotico calabrese rimasto nei secoli a testimonianza architettonica di un periodo storico e di uno stile unico.

Secondo quanto reso noto da Elena Bova, presidente di “Italia Nostra” Catanzaro, la chiesetta necessita di interventi di consolidamento e restauro che, affidati alla Soprintendenza, partiranno quanto prima, grazie ad un finanziamento richiesto ed ottenuto dall’ex sindaco Guido Rhodio e dall’assessore alla cultura della sua giunta, Berenice Brutto, componente del direttivo di “Italia Nostra”. 

È stato assicurato anche il finanziamento per il restauro del santuario della Madonna del Ponte, importante edificio religioso e luogo di culto, anch’esso parte degli itinerari del turismo internazionale in Calabria e del “percorso cassiodoreo”. I lavori di restauro dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2021. 

«Visitare Squillace – spiega la presidente Bova – significa immergersi nella bellezza e nella storia per il suo castello e per il numero dei suoi edifici e chiese di prestigio che segnano un’epoca in cui la città ebbe un grande ruolo. 

La buona amministrazione del sindaco Pasquale Muccari si esplica in ogni angolo, nella cura e nella pulizia dei luoghi, per i quali si nota anche l’amore dei suoi abitanti che si esprime attraverso i fiori alle finestre nelle viuzze che ci portano al castello e al duomo». 

Oggi, con gli interventi di restauro previsti, si aggiungono due elementi all’eccezionale patrimonio storico della città. «Il nostro impegno, come “Italia Nostra” – aggiunge Bova – deve arrivare a rendere fruibile a tutti anche il prestigioso complesso di Santa Chiara, chiesa e monastero, databile  a fine ‘500, se si considera il documento a firma del vescovo Sirleto, inviato a Roma per annunciarne la ricostruzione». 

Il complesso è stato oggetto di lavori di cristallizzazione dell’esistente che si sono conclusi una decina di anni fa, ora da completare, perché edifici di tale valore storico possano essere restituiti alla città. 

«Italia Nostra – conclude Bova – segnalerà il complesso di Santa Chiara alla “lista rossa” dei beni del patrimonio artistico italiano da tutelare e promuoverà, con ogni mezzo, interventi di sollecitazione presso il Ministero e gli organi competenti, affinché i lavori possano essere ultimati».

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