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DAVOLI, TUTTI ALLO STESSO TAVOLO


Vincenziani iniziano l’anno con la tradizionale cena solidale

Articolo e foto di Gianni ROMANO

DAVOLI (CZ) –  14 GENNAIO 2020 –  Grande successo di partecipazione alla cena di san Vincenzo che ha aperto l’anno sociale del Volontariato Vincenziano di Davoli che si è svolta nelle sale parrocchiali sabato scorso.

Una tradizione che ormai si realizza da molti anni a favore degli immigrati, alcuni parrocchiani e persone disagiate del comprensorio. Un gioioso incontro conviviale che vede raggruppati intorno allo stesso desco, con semplicità e senza convenevoli, pakistani, indiani, senegalesi e anche parrocchiani per abbattere pregiudizi e barriere in nome di una fraterna solidarietà.

Da oltre trent’anni i Vincenziani di Davoli operano costantemente, giorno dopo giorno, tra gli invisibili, le persone più deboli senza distinzione di razza, religione e sesso.

È solo una fase di un progetto che ha la finalità fi di aiutare tutti gli stranieri a integrarsi nel tessuto sociale del paese d’accoglienza, mettendo a loro disposizione informazioni e mezzi tangibili per migliorare la propria autostima così da poter migliorare l’ambito fisico, salutare, mentale, emozionale, lavorativo, sociale, famigliare e finanziario.

Presente alla riunione don Gregorio Montillo, Vicario arcivescovile e la Comunità Emmaus di Satriano. Oltre 120 ospiti hanno dettato il ritmo della cena che presto si è trasformata in uno scambio di sorrisi, di entusiasmanti abbraccia e scambi di notizie. Una iniziativa che sottolinea la volontà di e iniziare un nuovo anno all’insegna di un grande impegno solidale per dare risposte ai bisogni di chi vive in difficoltà.

Nulla è lasciato al caso, le Volontarie Vincenziane si hanno preparato con cura l’evento, tenendo conto degli usi e costumi degli invitati, predispongono prelibati manicaretti che sono stati serviti agli ospiti. Non solo cibo ma anche interessamento per i loro affanni, i loro problemi che poi, nel limite delle possibilità, si cercherà di affrontare nel prosieguo dell’anno. Quindi non una pura “pietà pelosa”, una semplice effimera, appariscente vetrina, bensì un reale interessamento ai loro problemi che persistono senza sciogliersi come neve al sole.

«Durante tutto l’anno, ci prodighiamo  – afferma il Presidente Aldo Marcellino – attraverso interventi specifici e con il supporto precipuo delle Volontarie e qualche imprenditore o persona del luogo che ci sostiene per alleviare i disagi dei più umili. Un sorriso di un bimbo, l’abbraccio di un povero, sono le più ambite ricompense al nostro incessante lavoro». 

D’altronde, il Volontariato Vincenziano, che segue le orme di san Vincenzo de’ Paoli, opera nel territorio con risorse proprie e, gli interventi a favore degli immigrati, sono “sudore della loro fronte”. Forse per questo efficaci e gioiosamente accettati e graditi.

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