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DAL TRITACARNE DELL’ATTESA ALLA NOTIZIA LIBERATORIA, GIULIANA TINELLO E LA SUA FAMIGLIA FUORI DALL’INCUBO


Negativi i tamponi della donna di Squillace che aveva perso il padre a causa del virus contratto alla Rsa di Chiaravalle Centrale. Ok anche per i congiunti

di Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) – 6 APRILE 2020 –  Perdere il proprio padre a causa del Coronovirus, contratto alla casa di cura di Chiaravalle Centrale dove era stato ricoverato in seguito ad un’ischemia, e attendere il tampone per sé e per altri cinque familiari.

Giuliana Tinello ha vissuto gli ultimi dieci giorni della sua vita nel tritacarne della quarantena che rischiava di risucchiare tutti e tutto.

Quegli ultimi contatti col papà nei giorni precedenti la scomparsa hanno ulteriormente lacerato cuore e cervello.

Sì, perché l’ossessiva richiesta di un tampone continuava e rimanere inascoltata al punto (giorni addietro) da lanciare un appello disperato in diretta televisiva dalle antenne di Calabria Tv nel corso della trasmissione di Lino Polimeni “Articolo 21”.

Oggi la notizia con cui Giuliana e suoi cinque congiunti hanno “rivisto la luce”. «Finalmente  – fa sapere dal suo profilo Facebook –  una buona notizia.

Abbiamo avuto i risultati dei tamponi. Siamo negativi.

Ringrazio le persone che ci hanno sostenuto».

Parole, quelle odierne,  idealmente “urlate” con gioia smisurata da trasformare il tritacarne in vaso colmo di fiori e vita che riparte.

Le frasi “urlate” in diretta tv, invece, hanno ormai il sapore dell’incubo che non c’è più.

«Finita la quarantena potremmo uscire fuori – aveva detto –  Potrei essere una asintomatica positiva: perché non dobbiamo stare tranquilli, noi e chi ci circonda?

Il paese è piccolo, possiamo avere contatti con le persone, perché non dobbiamo disporre del tampone?

Abbiamo già perso papà. Non è giusto vivere con questa angoscia».

Il virus ha “vinto” con suo padre, ma ha perso con lei e i suoi congiunti. 

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