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DA STALETTÌ VERSO IL MONDO, IL CONTINUO RITORNO ALLA TERRA NATÌA DI GREGORIO CALABRETTA


Evocatore d’un mondo mai esistito, ma che continua a farsi strada con la sapienza e la preparazione d’uno storico infatuato, stregato dallo sconfinato emisfero del passato

di Salvatore CONDITO

STALETTÌ (CZ) –  26 OTTOBRE 2022 –  Si parte per ritornare al luogo natio, i ricordi i primi passi Gregorio Calabretta premiato dalla testata giornalistica “Catanzaro Informa” in una serata presso il Teatro Comunale di Catanzaro, emozione nei suoi occhi ma tanto lavoro alle spalle.

Scrittore, sceneggiatore, attore, Gregorio Calabretta secondo me un neorealista se ne avesse fatto parte; non avrebbe certo sfigurato al cospetto d’un Moravia o d’un Pasolini, da sempre alla ricerca dell’obiettiva della cruda realtà.

Evocatore d’un mondo mai esistito, ma che continua a farsi strada con la sapienza e la preparazione d’uno storico infatuato, stregato dallo sconfinato emisfero del passato.

Di chi la storia la conosce e cerca di rappresentarla più simile possibile alla realtà.

È il trascorso dei nostri avi, sono le vicende del passato a stuzzicare la sua inesauribile fantasia. La stessa che l’autore utilizza per creare delle avventure da proporre a teatro.

La sua storia condensata parte da un testo nel 1993; la critica lo ha accolto da allora ha continuato a scrivere.  Infatti da allora ha scritto 28 spettacoli, testi che hanno totalizzato oltre1.300 repliche che hanno totalizzato nella regione, davvero un bel primato per questo artista calabrese.

Nei suoi lavori genuini introspettivi emerge chiaro il lato positivo del Meridione.

In un suo passaggio commentando  un suo lavoro si coglie il senso profondo di alcune sue opere quando afferma:”Un sud da sempre bistrattato, umiliato, offeso, da chi non conosce la realtà dei fatti, da chi cerca di gettare la colpa su una parte della Penisola che in tempi remoti fece la fortuna di questa nazione.

“Basti ricordare”, suggerisce lo scrittore, “i periodi che precedettero l’unità: nel 1859 ogni lavoratore meridionale pagava mediamente 5 tasse, per l’importo di 12 lire pro-capite. Dopo il 1861 le tasse pian piano divennero 28, per un importo medio di 34 lire a lavoratore. Da allora il Sud offriva introiti anche al Nord. Eravamo analfabeti, sì, è vero, proprio perché il cittadino meridionale era dedito al lavoro.

Per questo motivo non ci fu concesso di votare: non sapevamo né leggere, né scrivere, a differenza dei settentrionali (al nord un elettore ogni 12 aventi diritto al sud 1 ogni 38). Ma tutti, qui, avevamo a disposizione il giusto necessario per sopravvivere. Ma con l’avvento dei Savoia tutto fu spinto verso il Nord.

“Emblematica e profonda un suo riflessione che secondo il mio pensiero raccoglie la sua energia nel suo lavoro rappresentato   in Calabria ed altre regioni   dal titolo “Aspettando ancora Garibaldi”, citando le parole del fondatore del Premio Strega, Leonida Repaci: “Dobbiamo iniziare ad alzare la voce, facendo capire ai nostri giovani ed al mondo che abbiamo le capacità per far bene ed il modo è uno soltanto: fare ciascuno il nostro dovere, basterebbe questo.”

Credo che questa sua riflessione raccoglie il pensiero di questo figlio di questa comunità che ancora oggi racconta la sua storia dei suoi anziani dei suoi vichi dei morti e vivi, ma sempre presenti nel ricordo della memoria.

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