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CROTONE – “GIORNATA DELLA MEMORIA”, L’ANIOC NON DIMENTICA


Celebrata messa solenne  in onore e a ricordo di tutti gli ex internati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti

Articolo e foto di Gianni ROMANO (Il Quotidiano del Sud)

CROTONE (CZ) – 2 FEBBRAIO 2017 –   La celebrazione eucaristica si è svolta nella Chiesa del Sacro Cuore, nella Borgata San Francesco di Crotone, officiata dal reverendo don Stefano Cambria. La commemorazione è iniziata quando il parroco, assieme ai chierichetti, onorati dai Cavalieri con il mantello dell’associazione, è uscito dalla sagrestia, in processione, percorrendo la navata centrale fino all’altare. L’animazione della celebrazione è stata curata dal coro della parrocchia.

All’inizio della Santa Messa, il Delegato dell’A.N.I.O.C. Cav. Uff. Giuseppe Crea, ha ringraziato il parroco, i chierichetti, il coro, S.E. il Prefetto dott. Vincenzo De Vivo, ricordando, che era la prima volta che un Prefetto entrava in quella Chiesa, il Comandante della Capitaneria C.V. Giuseppe Andronaco, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Col. Pantaleo Cozzoli, la signora Marta Trocino della Croce Rossa Italiana, le associazioni, il signor Mattia Frisenda, figlio dell’ex Delegato, dopo avere spiegato come sono morti Delegato, dopo avere spiegato come sono morti nei campi di sterminio nazisti i sei milioni di Ebrei, ha ricordato che i soldati Italiani, non sono stati considerati da Adolf Hitler, prigionieri di guerra ma I.M.I. “Internati Militari Italiani”, per cui non avendo il diritto all’assistenza della Croce Rossa Internazionale, dovevano morire a morte lenta con poco cibo.

Dei seicentocinquantamila soldati italiani internati, cinquantamila sono morti, uno di questi soldati è stato il nostro concittadino Costantino Manica, morto, il 21 febbraio del 1945, in un campo ad Hannover, solo due mesi prima della liberazione dei campi di concentramento, poi, per volontà di suo fratello, nel 2002, la salma da Hamburgo e arrivata a Crotone. Crea, ha pure ricordato l’ex Internato Giuseppe Perziano, morto il giorno dopo aver ricevuto la Medaglia d’Onore, il quale da Ufficiale Giudiziario, ha aiutato molte persone bisognose.

 Ha ricordato anche l’ex internato Giovanni Giuseppe Criscuolo, morto il 19 dicembre 2016 quando, nell’omelia del suo funerale, don Pino Covelli, l’ha definito un Santo. Giuseppe Crea ha pure ricordato che Criscuolo ogni anno il 24 dicembre, la vigilia del Santo Natale dalle ore 17.00 alle ore 20.00 stava assieme a lui, perché gli tornava alla mente il lontano 24 dicembre del 1944, alle ore 17.00, quando Claudio Crea, il papà di Giuseppe, gli aveva salvato la vita, dandogli da mangiare e procurandole maglie e calze di lana. S.E. il Prefetto dott. Vincenzo De Vivo, dopo avere salutato il parroco e tutti i presenti, ha ricordato di non dimenticare tutte quelle atrocità vissute da tutti gli ex Internati, di stare attenti e non abbassare la guardia, perché la Germania è nata come “Social Democrazia”, e poi si è rilevato un disastro.

 Il Parroco, per tale iniziativa ha ringraziato l’A.N.I.O.C., il Prefetto di Crotone, le autorità, le associazioni e tutti i numerosi partecipanti. Nell’omelia dedicata agli ex internati, il parroco ha ricordato a tutti e, in modo particolare, ai ragazzi che la speranza degli ex internati era la preghiera, e pregavano molto, quando uno di loro stava per morire, sapendo che ad aspettarlo in Paradiso c’era il nostro buon Cristo. Poi ha concluso con una frase di Anna Frank, “Io non penso a tutta le miserie, ma a tutta la bellezza che ancora rimane.”

Alla fine della Messa, dopo la lettura della Preghiera a San Giorgio, da parte della socia Michelina De Franco, sono stati consegnati, da S.E. il Prefetto, tre attestati: alla memoria dell’ex Internato Antonio Frisenda, ritirato il figlio Mattia, al coro della parrocchia e al Reverendo don Stefano Cambria. Le dediche degli attestati sono state lette dalla Socia  Benemerita Nadia Montirosso. Il Cav. Uff. Giuseppe Crea ha omaggiato il libro dedicato a suo Padre Claudio ex Internato, al Reverendo don Stefano Cambria e alla Famiglia Frisenda.

 

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