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CROTONE – BENI PUBBLICI, MEO SPARA A ZERO SULLA GESTIONE “POCO COMUNE”


Il candidato a sindaco di “Crotone Libera” accusa l’amministrazione comunale di utilizzarli «in spregio a norme e regolamenti»

 di Fra. PO.

 CROTONE – 2 GIUGNO 2016 –  «La notizia che ad una giovane e talentuosa promessa dell’ Asd Nuotatori Krotonesi sia reso problematico, se non impossibile, allenarsi nella “nostra comune” piscina olimpionica ci costringe, ancora una volta, a sottolineare gli errori e gli orrori di una amministrazione politica fallimentare».

 Lo afferma in una nota Fabrizio Meo, candidato alle elezioni comunali di domenica prossima con la lista “Crotone Libera”.  

 «Molto spesso – aggiunge Meo – in questa campagna elettorale, siamo stati accusati di voler evidenziare “il brutto”, gli sbagli di coloro che hanno governato e vorrebbero, ancora, governare la nostra città ma, nostro malgrado, crediamo sia doveroso e necessario continuare ad indicare la cattiva gestione politica ed amministrativa della nostra “casa comune” per poterne offrire una soluzione. I beni pubblici, le palestre, la piscina olimpionica, il più delle volte, vengono condotti ed utilizzati, dall’amministrazione comunale, in assoluto spregio di ogni norma e regolamento e dell’interesse della cittadinanza».

 «Un esempio eclatante, di tale incredibile e spudorata gestione – insiste –  è rappresentato proprio dalla piscina comunale, per anni assegnata, in “via provvisoria”, a chi la utilizza a costo zero, senza l’assilo di pagare le bollette. Solo di luce, in un anno, la struttura costa a noi cittadini 187 mila euro. Il regolamento comunale sull’utilizzo delle strutture sportive, che ho contribuito a redigere, avrebbe dovuto stabilire trasparenza nella gestione delle stesse ma a quanto pare non è stato ottemperato, visto che ci risulta che questo specifica vicenda sia stata attenzionata dalla Guardia di Finanza, già lo scorso anno, e, naturalmente, restiamo in fiduciosa attesa di conoscere i relativi esiti».

 «Dopo quanto esposto – conclude – vorrei ricordare che qualora io diventassi sindaco, l’utilizzo delle proprietà comunali dovrà avvenire in base a norme e regolamenti chiari e “non aggirabili”. E’ nostro dovere consentire ai nostri figli di eccellere nello sport e nella vita!

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