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CRISI IDRICA NEL CROTONESE, MOLINARO: «GLI AGRICOLTORI NON POSSONO STARE SOTTO SCACCO»


Pietro Molinaro

Il consigliere regionale della Lega: “La società A2A sovverte la gerarchia (potabile, irriguo e produzione energia) prevista dalla Legge sull’utilizzo dell’acqua dei bacini silani”

di REDAZIONE 

PRESERRE (KR) –  20 AGOSTO 2020 –  La difficile e irrisolta situazione che riguarda la fornitura ad uso irriguo nel comprensorio del crotonese, nei territori dell’altopiano di Isola Capo Rizzuto e del Fondo Valle Tacina, mi vede costretto ad intervenire di nuovo.

Non si possono – dichiara il Consigliere Regionale Pietro Molinaro – sacrificare gli investimenti degli agricoltori che, allo stato attuale non possono programmare la seconda coltura su una superficie stimata di circa 3.500 ettari di terreno da investire a finocchi, con una perdita di fatturato stimata di oltre 25 milioni di euro  oltre l’indotto e con almeno 200mila giornate lavorative.

L’impressione che si ricava,  – continua l’esponente politico – è figlia di una eccessiva tolleranza o distrazione del passato,  che di fatto ci porta ad essere sotto scacco di A2A, che, innanzi tutto, sovverte la gerarchia (potabile, irriguo e produzione energia) prevista dalla Legge sull’utilizzo dell’acqua dei bacini silani e perpetua, ormai da molti anni, un metodo che non si può più consentire:crisi idrica e poi ripetuti incontri per ottenere solo il proprio tornaconto.

E’ evidente  – ribadisce – che questi strumenti tradizionali non bastano più! Questo costringe, ogni volta, il Consorzio di Bonifica Ionio Crotonese a chiedere l’elemosina per irrigare i campi. A2A, ricava un potere decisorio e una posizione dominante che gli consente  poi porre in atto, sottraendosi alle responsabilità, diffide milionarie e richieste di risarcimenti. A2A, è una società che non paga le tasse in Calabria e tra l’altro non si riesce a capire l’importo del canone,forse risibile, che corrisponde alla Regione Calabria a seguito della concessione.

Voglio ricordare  – aggiunge -che A2A, ha la concessione sull’acqua dei laghi silani, Arvo e Ampollino, fino al 2029.

La Società A2A,  – annota – recentemente pubblicamente, ha dato disponibilità a rivedere la Convenzione del 1968 (52 anni fa!), e allora – conclude il Consigliere regionale – credo sia giunto il momento del pragmatismo e questo non può che passare attraverso una chiara e netta presa di posizione, con un percorso Istituzionale della Giunta Regionale capace di segnare un deciso e auspicabile spartiacque con il passato.

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