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COSTI POLITICA, MELICCHIO: «CONTINUERÀ LA LOTTA PER TAGLIARE I PRIVILEGI»


Il deputato 5 Stelle: “Nonostante le barricate della politica regionale calabrese”

di REDAZIONE  

PRESERRE (CZ) –  17 NOVEMBRE 2020  – “Avevo chiesto al Governo di obbligare il Consiglio regionale della Calabria all’immediato inserimento all’ordine del giorno della proposta di legge per la riduzione dei costi della politica ‘Taglio Privilegi’, la cui approvazione consentirebbe un risparmio di 3 milioni di euro all’anno, tagliando gli stipendi e le spese dei politici regionali e dei gruppi consiliari.

Abbiamo raccolto oltre 5000 firme certificate, abbiamo seguito e superato tutti i passaggi previsti dalle norme e dallo Statuto regionale, e proprio lo Statuto regionale ne prevede l’iscrizione d’ufficio all’ordine del giorno entro tre mesi dalla presentazione e la sua discussione ha precedenza su ogni altro argomento, ma ciò non è avvenuto, anche in questa legislatura come nella precedente”.

Così in una nota il deputato del M5S calabrese Alessandro Melicchio che riferisce in merito alla risposta del ministero sull’interrogazione relativa alla legge di iniziativa popolare presentata dai pentastellati ben due anni fa e mai portata in discussione in Consiglio Regionale, nonostante lo Statuto regionale indicasse l’iscrizione d’ufficio, con la precedenza sulle altre discussioni, dopo tre soli mesi dalla presentazione delle firme.

“Il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento ha eccepito che lo scioglimento sanzionatorio del Consiglio regionale può avvenire solo a fronte di una situazione veramente eccezionale, e questo caso non denota fattori eversivi.

Non mi sono dichiarato soddisfatto della risposta, – continua il parlamentare pentastellato – perché, allora, mi chiedo, chi dovrebbe controllare o potrebbe far rispettare gli obblighi di legge nel caso di una grave violazione statutaria, che c’è eccome, come quella effettuata dalla Regione Calabria in questo caso, se non lo Stato, posto che anche il ricorso al Tar sarebbe inutile, visto che non esiste nessun procedimento amministrativo da poter impugnare.

Ciò che noi chiedevamo è, non solo il rispetto delle norme di legge, ma anche e soprattutto il rispetto dei cittadini che hanno sottoscritto la proposta e che si sono visti umiliati in una loro prerogativa, ovvero il loro potere di iniziativa legislativa, sancito con forza dallo Statuto.

I calabresi hanno chiesto a gran voce di tagliare i privilegi alla casta politica regionale più pagata d’Italia e con i pessimi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Continueremo la battaglia anche con il prossimo Consiglio regionale della Calabria sperando che non si opponga alla calendarizzazione di questa legge e possa finalmente rispettare le norme e i cittadini”.

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