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COSENZA IN FESTA PER 100 ANNI QUESTURA


Manifestazione al “Rendano” con Capo Polizia Franco Gabrielli

di REDAZIONE 

COSENZA –  27 FEBBRAIO 2019 –  “Questa iniziativa non ha voluto essere assolutamente celebrativa e autoreferenziale, ma ha voluto sottolineare la vera ragione d’essere della nostra amministrazione: essere al servizio dei cittadini”.

Lo ha detto Franco Gabrielli, Capo della Polizia di Stato, che ha partecipato, al teatro Rendano, alle celebrazioni per i 100 anni dell’istituzione della Questura di Cosenza. “Abbiamo coinvolto le eccellenze del territorio, la sua cultura e le sue tradizioni – ha detto Gabrielli – e insieme ai tanti sindaci, ai ragazzi del liceo musicale e al ricordo di Calipari, credo che sia stata la modalita’ perfetta per ricordare i 100 anni di vita della nostra istituzione in questo territorio.

Cio’ che ho visto da’ il senso della necessita’ di investire in questo territorio – ha detto ancora Gabrielli – in termini culturali, economici e sociali, perche’ questo non e’ un territorio perduto, ma e’ un territorio di grande tradizione e cultura che esprime le eccellenze che abbiamo visto e credo che da questo si debba partire per un riscatto, perche’ troppo spesso questo territorio viene identificato con le negativita’.

Per fortuna esiste un’altra Calabria e noi tutti – ha detto Gabrielli – dobbiamo lavorare perche’ quella Calabria, che e’ la vera Calabria, riesca a liberarsi dal giogo della negativita’, dal giogo della criminalita’, dal giogo di un malaffare che molto spesso non e’ cosi’ nero rispetto al bianco, ma che troppo spesso e’ fatto di innumerevoli sfumature di grigio”.

Polizia: Gabrielli, “Scelte passato hanno depauperato organici”
“C’e’ un tema di organici e un tema di invecchiamento della nostra gente. Sono i prodotti di scelte non felici che hanno contraddistinto la vita del Paese negli anni passati”. Lo ha detto il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, parlando con i giornalisti della situazione delle forze dell’ordine in Italia.

“Per fortuna stiamo cambiando pagina: abbiamo recentemente immesso 3000 ragazze e ragazzi, nel prossimo anno ne immetteremo altri 3000 – ha detto Gabrielli – e per fortuna si e’ invertito un trend pericoloso che aveva depauperato gli organici, ed e’ paradossale, soprattutto in un momento in cui la presenza dello Stato, e questo tipo di presenza, e’ fondamentale, non avere avuto le risorse adeguate”.

Secondo Gabrielli “c’e’ stata una stagione nel nostro Paese in cui si e’ immaginato che i poliziotti, carabinieri e finanzieri fossero troppi, peccato che quando si mise mano a questa folle decisione si dimentico’ che questo era anche il Paese con 4 organizzazioni criminali che non hanno pari nel mondo, che aveva avuto una stagione di terrorismo endogeno particolarmente importante e soprattutto, come aggiungo tra il serio e il faceto, si e’ dimenticato che nel nostro Paese la legge morale non sta dentro di noi, ma fuori di noi e c’e’ bisogno che qualcuno ogni tanto ce lo ricordi.

Ecco perche’ – ha detto ancora il Capo della Polizia – avevamo tanti poliziotti, carabinieri e finanzieri, e credo che bisogna ritornare ad un’epoca nella quale questa presenza sia di nuovo significativa ma senza dimenticare che poliziotti, carabinieri e finanzieri fanno solo una parte del lavoro: bisogna coinvolgere le comunita’, le istituzioni, bisogna fare un processo culturale di affrancamento da certe logiche. A me – ha concluso Gabrielli -preoccupa piu’ il grigio che il nero, e credo che su questo tutti dobbiamo lavorare”.

‘Ndrangheta: Gabrielli, “E’ problema nazionale e internazionale”
“Purtroppo la Calabria ha enormi criticita’ sotto il profilo della sicurezza, non foss’altro perche’ esprime una delle organizzazioni piu’ efferate nel sistema criminale mondiale”. Lo ha detto il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, oggi a Cosenza.

“Ormai la ‘ndrangheta ha soppiantato moltissimi cartelli criminali nel mondo – ha detto Gabrielli – ed e’ un’organizzazione che ha ancora forti radicamenti su questo territorio, anche se non e’, purtroppo, piu’ esclusiva di questo territorio: e’ un problema nazionale e internazionale, ma e’ un problema che ancora affonda significativamente le sue radici qui.

Affrancare questo territorio da questa morsa criminale, affrancarlo da logiche che non appartengono minimamente alla vita democratica di un Paese – ha detto il Capo della Polizia – credo che sia un imperativo per un’organizzazione come la nostra, che non e’ semplicemente una forza di polizia, ma esprime anche le autorita’ di pubblica sicurezza, e quindi, sia a livello centrale che provinciale, ha una primaria responsabilita’ nel coordinamento del contrasto delle attivita’ criminali”.

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