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COSENZA DICE SÌ AL CAMMINO DI SANT’ANTONIO


Importanza città ribadita durante incontro di presentazione dell’iniziativa

di REDAZIONE 

COSENZA  – 30 MAGGIO 2019 –  Lungo l’antica via Popilia passerà, nella primavera del 2021, il Cammino di Sant’Antonio, da Capo Milazzo a Padova, via Assisi.

Un Cammino che farà tappa anche in Calabria. 55 i comuni della regione che saranno attraversati e tra questi un ruolo di primo piano e di raccordo spetterà a Cosenza, perché dalla città dei Bruzi passa la via Popilia, direttrice dell’itinerario antoniano.

L’importanza del ruolo che avrà la città di Cosenza è stata ribadita e riconosciuta nel corso dell’incontro-presentazione del progetto del Cammino di Sant’Antonio tenutosi nella sala capitolare del Chiostro di San Domenico, giusto un mese dopo la partecipazione del Comune di Cosenza, rappresentato dall’Assessore al turismo e marketing territoriale Rosaria Succurro, alla Festa dei Cammini a Padova nel corso della quale era stato fatto il punto sui nuovi tracciati del Cammino di Sant’Antonio che intendono rinnovare e completare i passi del Santo, dal Sud al Nord della Penisola.

All’incontro del Chiostro di San Domenico hanno partecipato, oltre all’Assessore Succurro che ha fatto gli onori di casa, anche Antonio Modaffari, referente del progetto del Cammino di Sant’Antonio in Calabria ed il prof.Pompeo Volpe, studioso ed autore del volume “Valutazioni e questioni preliminari intorno alla proposta del Cammino di Sant’Antonio,Capo Milazzo-Assisi-Padova”.

Il cammino di Sant’Antonio è il primo cammino del Santo che da Capo Milazzo, dove naufragò all’inizio del 1221, lo portò ad Assisi, dove giunse a piedi il 30 maggio dello stesso anno per partecipare al Capitolo generale dei Minori.

L’obiettivo dei promotori (la Provincia Italiana di S. Antonio di Padova, i Frati Minori Conventuali, la Pontificia Basilica del Santo di Padova e l’Associazione che prende il nome del progetto) è che questo tratto del cammino sia percorribile per la primavera del 2021, in occasione dell’800° anniversario dell’arrivo di Sant’Antonio in Italia.

Il percorso, la cui direttrice calabra è già pronta, man mano che sono arrivate le adesione dei Comuni interessati, è da definire nel dettaglio e da infrastrutturare. “Il 2019 – ha sottolineato in apertura del suo intervento l’Assessore Succurro – è l’anno del turismo lento e la città di Cosenza sta investendo molto nell’attività di promozione e valorizzazione delle diverse tipologie di turismo: da quello culturale a quello enogastronomico a quello religioso, come il turismo dei cammini che ha l’obiettivo di far conoscere dei luoghi, fungendo anche da attrattore per il territorio.

Stiamo investendo tanto nel turismo – ha detto ancora Succurro – convinti come siamo della sua funzione di volàno di sviluppo economico. Il turismo dei cammini è non solo conoscenza dei luoghi e dei borghi, ma anche degli usi e costumi. Quando nel 2021 si concretizzerà in maniera effettiva questo percorso – ha concluso Succurro – la città di Cosenza non si farà trovare impreparata e risponderà presente in modo fattivo.

Saranno molti gli operatori e le associazioni sul territorio che porteranno avanti, insieme a noi, questo progetto”. Una volta terminato, il progetto sarà il secondo cammino più lungo di Europa, secondo solo alla via Francigena. Lo dice con soddisfazione e una punta d’orgoglio il referente del Cammino per la Calabria, Antonio Modaffari.

“La direttrice principale, via Popilia – dice – è stata già tracciata. Siamo partiti dall’unico vero riferimento storico: l’agiografia antoniana e, nella fattispecie, la “Vita secunda” di Giuliano da Spira che cita testualmente che Sant’Antonio, risalendo dalla Sicilia ad Assisi,attraversò la Calabria sostando in due punti certi: Pizzo e San Marco Argentano. La devozione antoniana è ancora molto forte in Calabria che ha risposto, nel centro Sud, in maniera più decisa al progetto con le adesioni dei diversi comuni.

Il primo piccolo segmento, simbolico, di cammino calabrese sarà inaugurato l’11 settembre a San Marco Argentano in occasione dell’arrivo delle reliquie del Santo” (prima della fine del’incontro in sala si è affacciato anche il Sindaco di San Marco Virginia Mariotti che al termine del dibattito si è intrattenuta amichevolmente con l’Assessore Succurro). Ha un senso nel ventunesimo secolo proporre un cammino di pellegrinaggio da Capo Milazzo a Padova sulle orme di Antonio?

La risposta, affermativa, la dà direttamente lo studioso Pompeo Volpe. “Noi tutti tra i promotori e le amministrazioni comunali incontrate in questi mesi – sottolinea – abbiamo la volontà di realizzare questo cammino di pellegrinaggio.

Che Antonio sia effettivamente passato dalla Calabria, tra poco non interesserà a nessuno. Del resto – spiega bene Volpe – c’è l’esempio del cammino di Santiago de Compostela che è diventato nel volgere di qualche decennio un cammino importante, non soltanto di fede, ma anche esperienziale, di trekking, basandosi di fatto su una letterale intenzione storica e cioè che le spoglie dell’Apostolo Giacomo il maggiore siano a Santiago.

Costruire un cammino di pellegrinaggio nazionale nel nome di Antonio con epicentro a Padova – ribadisce con forza il prof.Volpe – è importante e abbiamo verificato, a volte con meraviglia o sbalordimento, l’interesse che ha suscitato. Il cammino si può fare. Un anno fa forse era un sogno, ora non lo è più. Lo stiamo individuando e stiamo verificando le tracce. Nel 2021 diventerà realtà.

Ora, però – ha concluso Volpe – è importante lo sforzo delle amministrazioni, ma anche delle associazioni e del volontariato che lo terranno in vita. Insomma, bisognerà farlo vivere”. Diversi i contributi che si sono susseguiti durante l’incontro.

Tra questi, quello di Ferdinando Morelli, Presidente dell’Associazione “La Via Popilia”per il recupero e la valorizzazione dell’antica via romana. Per Morelli “Cosenza ha tutte le carte in regola per ospitare una delle tappe principali del Cammino di Sant’Antonio previsto tra due anni”. E ne spiega le ragioni: “perché è una città molto attenta ad accogliere i visitatori, allo sviluppo del turismo, soprattutto quello lento e sostenibile, una città che attua con successo il marketing territoriale”.

E che ora è pronta ad accogliere anche i pellegrini del Santo di Padova.

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