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COSENZA – CRISI IDRICA, PD “INTERROGA” IL SINDACO


Dieci domande al primo cittadino sulla questione acqua

di REDAZIONE 

COSENZA – 13 FEBBRAIO 2017 –  «Cosenza è una città dove l’acqua abbonda. Diciamolo con forza, perché i cittadini hanno il diritto di conoscere questa verità. Purtroppo nelle case dei cittadini non c’è traccia di questa abbondanza. I circoli II e IV del Partito Democratico vogliono che la gente sappia. E per questo a breve invieremo ai nostri concittadini un opuscolo per smascherare le bugie di Occhiuto. Non molliamo su questo problema. Siamo pronti ad andare fino in fondo».

E’ quanto affermano Mario Petrozza e Tommaso Guzzi, rispettivamente segretari dei circoli II e IV del Partito Democratico a Cosenza, che hanno rivolto dieci domande al sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto:

1) Quanta acqua viene misurata in ingresso alle utenze e venduta alle utenze private?

2) A quanto ammonta il costo sostenuto dall’amministrazione per la realizzazione del telecontrollo?

3) E’ attivo o no il telecontrollo?

4) In quale anno è stato realizzato il telecontrollo?

5) Quali sono i costi sostenuti ogni anno per il telecontrollo?

6) Quanti contatori non funzionanti sono sostituiti annualmente?

7) I contatori sono tutti “piombati” o no?

8) Gli sfori delle vasche di accumulo dei serbatoi a servizio della città sono monitorati oppure no?

9) Sono stati installati galleggianti che evitano gli sfori, con un contestuale risparmio per le casse comunali e un miglioramento del servizio per incrementare le forniture ad altri serbatoi?

10) E’ vero che l’acqua immessa nel sistema idrico cittadino ogni anno è pari a 18.150.00,00 metri cubi, mentre l’acqua misurata varia da 4.800.000,00 metri cubi a 6.000.000,00 di metri cubi? E’ vero che il bilancio ingresso-uscita indica uno scompenso annuo di 13.350.000 metri cubi, con una perdita complessiva di oltre il 74%?.

 «I dati – continuano Petrozza e Guzzi – spiegano facilmente quante falsità sono state veicolate dalla solita macchina della propaganda del sindaco Mario Occhiuto. L’acquedotto Abatemarco (283 litri al secondo) e l’Acquedotto Bufalo (37 al secondo), entrambi gestiti dalla Sorical, erogano 320 litri al secondo. L’aquedotto Merone (100 litri al secondo), quello Zumpo (25 litri al secondo), la sorgente Timpafusa (70 litri al secondo) e i Pozzi Mussano (25 litri al secondo), tutti gestiti dal Comune di Cosenza, erogano 220 litri al secondo. Sommando tutto, la quantità di acqua immessa nel sistema idrico tocca quota 540 litri al secondo, quanto basta per una città di 85mila persone. Cosenza ne ha appena 69.065. Il calcolo è molto facile.

Un calcolo che Occhiuto conosce bene anche alla luce dello studio sul sistema idrico pagato profumatamente dai cittadini e compiuto in seguito all’accordo sottoscritto con il Ministero dell’Ambiente. Giusto per rinfrescare la memoria di tanti, a quell’epoca Ministro dell’Ambiente era un certo Corrado Clini e assessore con deleghe alla Sostenibilità ambientale e alle Energie rinnovabili del Comune di Cosenza era Martina Hauser. E lo studio pagato dal Comune di Cosenza porta anche la firma di un certo ingegnere Augusto Pretner. Tutti nomi molto noti e di cui i media nazionali hanno discusso a lungo».

«Occhiuto – sottolineano i segretari del Pd – non può dire di non avere colpe sul problema della mancanza d’acqua nelle case dei cittadini. Intanto inizi a rispondere alle dieci domande che gli abbiamo rivolto. Il sindaco architetto ha il dovere di rispondere senza glissare e attribuire la responsabilità ad altri, una sua pessima abitudine».

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