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COSENZA – CHIUDE OGGI IL FESTIVAL DEL “GIALLO E NOIR”


Ospiti importanti scrittori del panorama nazionale

di REDAZIONE

COSENZA  – 29 NOVEMBRE 2015 –  Per la sua giornata conclusiva, a partire dalle ore 16, al Chiostro di San Domenico, gli organizzatori del Festival del giallo e del noir, promosso dal Comune e dalla Provincia di Cosenza, insieme all’Associazione di promozione sociale “Prospettiva Avvenire”, hanno chiamato altri importanti scrittori del panorama nazionale.

Anche loro sono stati chiamati a dialogare con lettori ed appassionati del genere. Ad aprire la serie degli ospiti della giornata conclusiva, coordinata da Pino Sassano, il poliedrico scrittore bolognese Gianluca Morozzi che ha raggiunto il grande pubblico grazie al romanzo “Blackout”, un thriller interamente ambientato all’interno di un ascensore, e autore di diversi romanzi e numerosi racconti in cui non disdegna di inserire riferimenti alla sua fede calcistica, quella per il Bologna, e alla sua passione per la musica. E proprio il suo credo calcistico ha ispirato il tema della conversazione, “Giallo Rossoblu’”.

Morozzi ne discute con Antonio Bastanza. “Giallo della Rabbia” e’, invece, il tema dell’incontro con Mimmo Gangemi, lo scrittore calabrese, di Santa Cristina d’Aspromonte, autore de “Il giudice meschino”, “Il patto del giudice” e “Il prezzo della carne”, oltre che del piu’ recente “Un acre odore di aglio”. Gangemi dialoghera’ con Amelia Nigro. “I Cospiratori del Priorato” e’, invece, il titolo piu’ recente della produzione letteraria di Vito Bruschini, giornalista, scrittore e sceneggiatore, ospite ieri al Festival del giallo e del noir di Cosenza.

E “Giallo Cospirazione” è proprio il tema della conversazione di Bruschini con Pier Francesco Bruno. Autore di molti romanzi per Newton Compton, Vito Bruschini ha incontrato il successo per “The Father”, tradotto in nove paesi, e “Vallanzasca”, romanzo non autorizzato sulla criminalita’ negli anni della strategia della tensione Spazio alla scuola partenopea del giallo nel penultimo incontro della giornata conclusiva del Festival che vede protagonisti gli scrittori Antonio Menna e Stefano Piedimonte.

L’ultimo suo libro e’ “Il mistero dell’orso marsicano ucciso come un boss ai Quartieri Spagnoli”, pubblicato nel gennaio di quest’anno, ma la sua popolarita’ Antonio Menna, giornalista e collaboratore de “Il Mattino” di Napoli, la deve ad un libro del 2012, nato da un post pubblicato sul suo blog, dal titolo “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli”, dato alle stampe da Sperling & Kupfer e arrivato alla quinta edizione. Menna ha scritto, inoltre, i romanzi “Cocaina & Cioccolato” (2007), “Baciami molto” (2009) e “Tre terroni a zonzo” (2013). Stefano Piedimonte si e’ occupato, nelle testate per le quali ha lavorato, prevalentemente di cronaca nera. Tra i suoi libri, “Nel nome dello Zio” (2012), “Voglio solo ammazzarti” (2013) e il piu’ recente “L’assassino non sa scrivere”. Menna e Piedimonte hanno dialogato nel Chiostro di San Domenico con Silverio Curti e Brunella Solbaro. Il tema, e non poteva essere diversamente, è stato “Giallo Partenope”.

Chiude il ciclo degli incontri, infine, la scrittrice ravennate Alda Teodorani i cui racconti si sono rivelati fonte di ispirazione per diversi film. La conversazione tra Alda Teodorani e Vincenzo Montisano è stata sul giallo pulp. Simpatica appendice del Festival del Giallo e del Noir, in programma oggi 29 novembre, alle ore 10,00, al Bar Due Palme di viale degli Alimena dove alcuni degli scrittori ospiti della manifestazione si presteranno a fare colazione con i lettori e gli appassionati del genere.

Ieri, inoltre, è stata riproposta la degustazione degli arancini di Montalbano preparati dagli allievi e dai docenti dell’Istituto Alberghiero “Mancini” di Cosenza, in omaggio al personaggio protagonista dei racconti e dei romanzi di Andrea Camilleri.

 

 

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