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CORPUS DOMINI TRA FEDE E TRADIZIONE AD AMARONI, MA DON ROBERTO AMMONISCE: «NO AL CATTOLICESIMO “CONVENZIONALE”»,


Il giovane parroco: “Viviamo una religiosità fatta di riti e processioni, ma Dio non c’è”

di Franco POLITO 

AMARONI (CZ) –  7 GIUGNO 2021 –  Parole calde come fuoco che riscalda le coscienze.

Lezione di dottrina sociale della chiesa, quella che ci vuole per educare le coscienze in un mondo dove Dio è messo da parte perché c’è l’ io.

Nel giorno del Corpus Domini il parroco di Amaroni, don Roberto Corapi, affida a una celebrazione molto intensa il suo fermo “no” al cattolicesimo che ama definire “convenzionale”,  molto diffuso oggi nel mondo, in cui di cristianesimo non c’è nemmeno l’ombra.

Adorazione eucaristica protrattasi per tutto il giorno a causa dell’emergenza sanitaria, niente processione, sono le parole del giovane sacerdote a “scuotere” la parrocchia di Santa Barbara Vergine e Martire.

«Viviamo oggi purtroppo – ha insistito don Robeerto –  questo cattolicesimo convenzionale fatto di riti e di processioni ma Cristo non c’è perché tutto quello che noi professiamo con la bocca, non lo viviamo con la vita.

In una società, la nostra, dell’ipermercato l’uomo vale per quello che ha e non per quello che è.

Dobbiamo diventare eucaristici perché non si può parlare di Corpus Domini se noi ci dimentichiamo dei poveri.

Non possiamo vivere questa festa e dire che tutto va bene se noi non pensiamo a chi ti chiede qualcosa, se noi non sappiamo perdonare l’altro.

Non possiamo parlare del corpus domini se sappiamo che nel mare vive tanta gente in un tabernacolo di una barca che affonda con gli immigrati dentro.

Come possiamo stare tranquilli con la Santa eucarestia in bocca dicendo che tutto va bene a noi e non agli altri.

Dobbiamo avere la forza di gridare ad alta voce e farsi sentire per essere più umani».

Poi la certezza delle certezze: «Solo Gesù eucarestia ti può trasformare dentro e convertire l’anima e il cuore a lui fonte di ogni bene.

Senza eucarestia viviamo come le iene, le vipere che mordano e uccidono.

Senza eucarestia è come una giornata senza il sole.

Senza eucarestia ci imbruttiamo dentro e fuori».

Viviamo di eucarestia presenza reale è viva di Gesù: solo così possiamo essere i costruttori come amava ripetere paolo V l della nuova civiltà dell’amore dove regna Dio».

In chiesa, dove c’è anche il sindaco Gino Ruggiero, ascoltano tutti. Il “peso” delle parole pronunciate dal parroco si edulcorano nella suggestione dell’infiorata.

Don Roberto l’ha proposta, i suoi collaboratori l’hanno allestita con l’amore di tutta la comunità che si sta risvegliando nella fede e nelle tradizioni.

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