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CORONAVIRUS, “TUTTINSIEME PER SQUILLACE”: «NO A STERILI POLEMICHE»


I consiglieri di opposizione Oldani Mesoraca ed Enzo Zofrea contro la logica dell’apparire. L’invito di “Rimanere a casa” e il pensiero agli squillacesi che vivono fuori

di Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) –  26 MARZO 2020 –  «La drammaticità del momento storico che l’umanità intera sta vivendo è a tutti nota.

Gli italiani si stanno dimostrando, eccetto qualche stupida eccezione, uno straordinario popolo che, come sempre al bisogno, riesce a trovare l’unità per difendersi dal nemico.

E questa volta il nostro nemico è un maledetto virus invisibile, sconosciuto ma aggressivo e, troppe volte, anche letale, che ha già seminato tanti morti, ai quali rivolgiamo, commossi, il nostro pensiero».

Lo affermano i consiglieri comunali Oldani Mesoraca ed Enzo Zofrea della lista civica “TuttInsieme per Squillace”.

«Con grande ansia  – aggiungono –  stiamo seguendo l’evolversi della situazione nella nostra regione e la mente corre, con preoccupazione, ai nostri figli, fratelli e parenti che si trovano fuori.

Avremmo voluto essere tutti vicini per vivere queste terribili giornate, insieme, tutti a casa! Ecco perché preghiamo Iddio che ci dia la forza di superare questa fase per tornare presto ad abbracciarci.

Per tutto ciò, sentiamo di esprimere il nostro compiacimento per la serietà con cui anche i concittadini squillacesi stanno rispettando le indicazioni che ci vengono dal governo nazionale e da quello regionale».

«È un momento  – sottolineano ancora –  in cui non si deve pensare a fare qualcosa per “apparire” o tentare di vedere, per forza, qualche sbavatura nella gestione delle cose, sia a livello nazionale che comunale. Non è il momento della sterile polemica.

Occorre essere davvero Tuttinsieme, come sostengono scienziati, studiosi e i politici più seri, se vogliamo uscire vittoriosi da questa autentica guerra».

«Non finiremo mai di ringraziare ed essere grati – evidenziano –   a quanti, in prima persona, rischiano tutti i giorni, ora per ora, la propria vita per portare le cure ai malati ed ai contagiati, che ci suscitano tanta sofferenza: i medici e tutto il personale sanitario, ad ogni livello; le forze dell’ordine; gli addetti alle pulizie; i volontari.

È a loro che bisogna pensare quando, stupidamente, ci lamentiamo perchè ci hanno chiesto di “restare a casa”, nelle nostre case, con i nostri famigliari, con le nostre comodità».

«Pensiamo a quanti, invece – concludono – , una casa non ce l’hanno o, comunque, non è quella che vorrebbero avere per vivere questi momenti drammatici: restiamo uniti, stiamo a casa!» 

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