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CONSIGLIO COMUNALE IN VIDEOCONFERENZA A CHIARAVALLE, LE OPPOSIZIONI: «LESI I NOSTRI DIRITTI»


Chiaravalle Centrale, veduta

Emanuela Neri e Giuseppe Maida (Pd), Francesco Maltese (CambiAmo Chiaravalle)  e Bruno Pelaia: “In condizioni peggiori si sono tenuti in presenza”

 di Franco POLITO

 CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) –  19 DICEMBRE 2020 –  «Con rammarico prendiamo atto di quanto deciso dal sindaco  (Domenico Donato, ndr) per la modalità di svolgimento della seduta di consiglio comunale».

Ai consiglieri di minoranza Emanuela Neri e Giuseppe Maida (Pd), Francesco Maltese (CambiAmo Chiaravalle)  e Bruno Pelaia (Forza Italia) non va proprio giù la modalità in  videoconferenza con cui si svolgerà la prossima massima assise cittadina.

 Il “blocco minoritario” ha le sue convinzioni e non le manda certo a dire. «Il consiglio in video conferenza – affermano –  poteva andare bene all’inizio della pandemia, stante l’emergenza sanitaria epidemiologica da Covid – 19, a tal punto che Chiaravalle è stata dichiarata zona rossa, e non ora»

 Su una cosa le opposizioni insistono con particolare sottolineatura.

 «Ciò lede il diritto dei consiglieri comunali ad esercitare pienamente il loro mandato – evidenziano -, partecipare attivamente alla vita amministrativa, in virtù della delega avuta dai cittadini.  In condizioni peggiori, si sono tenuti i consigli comunali in presenza, rispettivamente il 29 giugno. 30 luglio e 29 settembre».

E allora giù con l’elenco di tutte le circostanze in cui il primo cittadino avrebbe esercitato (ed eserciterebbe) il suo mandato in presenza.

 «In alcuni momenti – affermano ancora –  il sindaco ha convocato, presso la sede comunale riunioni con gli altri sindaci del circondario.

Tutti i giorni, il sindaco presso la sede comunale, si intrattiene con un certo numero di consiglieri e assessori della maggioranza, senza preoccuparsi più di tanto».

 Dalle considerazioni alla domanda il passo è breve.

L’interrogativo suona del tipo: «Come mai il sindaco non ha sentito la necessità di convocare la riunione dei capigruppo, per valutare  attentamente la situazione, alla luce delle mutate condizioni, rispetto a prima?»

 Formulato il quesito, sulla sponda oppositiva si aspettano risposte.

«Non piacciono le distanze – concludono i quattro consiglieri -, soprattutto quando non ce né la necessità, il sindaco spieghi quali sono le condizioni sanitarie che impediscono al consiglio comunale di riunirsi in presenza». 

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