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CONSIGLIO COMUNALE IN PIENA EMERGENZA SANITARIA, “TUTTINSIEME PER SQUILLACE” DICE “NO”


I consiglieri di opposizione Mesoraca e Zofrea hanno chiesto al presidente dell’assemblea di revocare la seduta del prossimo 9 maggio

di Franco POLITO

SQUILLACE (CZ) – 4 MAGGIO 2020 –  Consiglio comunale da un po’ di tempo senza pace a Squillace.

E se qualche mese addietro le discussioni tra maggioranza e opposizioni le avevano innescate alcune convocazioni domenicali, adesso a rispolverare  i diversi punti di vista ci si mette la seduta in piena emergenza sanitaria da Covid – 19.

E già, perché ai consiglieri di opposizione del gruppo “TuttInsieme per Squillace”, Oldani Mesoraca e Vincenzo Zofrea, non va proprio giù la massima assise cittadina del prossimo 9 maggio.

«Senza alcun motivo d’urgenza e mentre il Governo c’invita, proprio alla partenza della “Fase 2” a maggiore prudenza, tant’è che ha rinviato al 31 luglio il termine per l’approvazione dei bilanci, da parte dei Comuni – sottolineano –  il Consiglio comunale di Squillace è stato, inspiegabilmente, convocato trascurando le norme che mirano alla tutela della salute pubblica in questo delicato momento che vive il mondo intero».

Della questione hanno investito anche il presidente del consiglio comuanle Paolo Mercurio chiedendogli ufficialmente di valutare l’opportunità di una  revoca della convocazione.

Non solo, ma una missiva l’hanno indirizzata pure al Prefetto di Catanzaro Francesca Ferrandino. «Sentiamo di rivolgere, intanto  – aggiungono –  un ringraziamento ai due consiglieri dell’altra lista di opposizione “Squillace in Movimento”, Anna Maria Mungo e Luca Occhionorelli per aver condiviso la nostra richiesta e per avere, in tal senso, avanzato, simile istanza, allo stesso presidente Mercurio».

Nella lettera indirizzata a Mercurio, i due esponenti di “TuttInsieme per Squillace” sottolineano come nella convocazione del consiglio comunale del prossimo 9 maggio si comunichi «tra l’altro, che “… al fine di garantire il rispetto delle distanze … la partecipazione all’adunanza è contingentata al numero massimo di 3 giornalisti e di altre 5 persone..”».

Mesoraca e Zofrea, inoltre, «chiedono che la prevista riunione, possa essere svolta nel massimo rispetto della normativa anti contagio, con particolare riferimento ai DPCM 4/3/2020 e DCPM 26/4/2020, non ravvedendosi, tra l’altro, alcun motivo valido, per la sua convocazione, a distanza così ravvicinata dal primo giorno di apertura della “Fase 2”, il 4 maggio, e nel rispetto delle reiterate ulteriori raccomandazioni del Governo per evitare ogni possibile rischio sanitario».

Nella missiva ricordano anche che molti altri comuni e lo stesso Consiglio regionale della Calabria, svolgono le loro riunioni senza la presenza del pubblico e dei giornalisti, in diretta streaming, proprio per consentire un dibattito più sereno e, allo stesso tempo, un confronto che abbia la maggiore diffusione possibile.

Ci risulta davvero difficile capire come si potrebbe evitare anche un eventuale assembramento fuori dall’aula. D’altra parte, considerato che la Giunta comunale di Squillace ha, da tempo, adottato la singolare iniziativa di svolgere le sue riunioni in videoconferenza, non riusciamo a spiegarci come mai, la stessa cosa, ed in via del tutto straordinaria, non possa avvenire per il Consiglio comunale.

Così facendo, sarebbe più semplice anche la diretta streaming».

Un ragionamento su cui hanno basato la richiesta per il presidente dell’assemblea di «revocare la convocazione, così come strutturata, fissata per il  prossimo 9 maggio».

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