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CONFLITTO RUSSIA – UCRAINA, MARIN E D’ETTORE (CI): «FERMA CONDANNA ALL’INVASIONE»


I due deputati: “Restare uniti e difendere l’Italia e l’Europa”

di REDAZIONE 

CATANZARO –  26 FEBBRAIO 2022 – «Noi stiamo, senza se e senza ma, con i nostri alleati storici, con l’Europa, con chi vince con la democrazia, con la diplomazia, e non ha bisogno dei carri armati per imporre le proprie idee».

Lo affermano i deputati di Coraggio Italia Marco Marin, capogruppo alla Camera dei Deputati, e Felice Maurizio D’Ettore, tra l’altro anche coordinatore regionale del partito in Calabria, in merito al conflitto Russia – Ucraina.

«Le immagini che abbiamo visto in tv non avremmo mai voluto vederle – aggiungono i due -. Testimoniano di un attacco proditorio e violento, in violazione del diritto internazionale contro uno stato che nel 2014 aveva scelto la democrazia.

Da una parte ci sono le idee, i principi e le libertà; dall’altra l’autocrazia.

Marin e D’Ettore, che si schierano apertamente con il presidente del consiglio Mario Draghi «qualunque decisione assumerà per il Paese» e contro ogni attacco «che dovessero subire in componenti del Governo», invitano all’unità del Paese, «che difendiamo e difenderemo sempre, anche facendo leva sulle parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella».

I due parlamentari, inoltre, parlano di «una storia di vecchia data:  a  chi sceglie la libertà si contrappone chi, non solo non sa attuarla nei propri confini, ma non la riconosce agli altri ed intervenie militarmente tra l’altro in un momento già di per sé drammatico dell’umanità a causa dell’emergenza sanitaria».

Marin e D’Ettore sottolineano anche che «dopo essere stati in guerra per il Covid, oggi in Europa ripiombiamo in una, nuova, vera emergenza che ci mette di fronte a una scelta drammatica che coinvolge la politica energetica e le risposte che l’Europa unita darà a Putin e alla Russia».

«Risposte  – concludono –  che vanno in direzione del senso di responsabilità e di scelte coraggiose, impattanti sul nostro Paese, con la consapevolezza che le sanzioni colpiscono anche i sanzionatori.

Mettere in piedi un meccanismo per difendere l’Italia non significa debolezza ma solo, come insegna la nostra storia, schierarsi per la libertà e la democrazia».

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