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CONCUSSIONE ALLA CAMERA DI COMMERCIO CATANZARO, UN ARRESTO


Dipendente accusato di avere intascato una mazzetta

di REDAZIONE 

CATANZARO –  16 APRILE 2019 – Un catanzarese, ormai da anni emigrato in Germania, all’inizio degli anni ’90 aveva lasciato la propria terra e i propri affetti per affrontare coraggiosamente un futuro che prometteva dignità, oltre i confini dell’Italia.

Tutto iniziò nel 1994, quando l’uomo, un imprenditore originario del capoluogo calabrese, decise di cambiare radicalmente le sorti della propria vita: chiuse il suo ristorante, nel quartiere Gagliano, per trasferirsi all’estero.

Solo poco più di un anno fa, malauguratamente, l’uomo ha scoperto che, a causa di qualche svista burocratica risalente a quell’anno, l’Inps gli chiedeva 300.000 euro quale corrispettivo del mancato versamento degli oneri previdenziali maturati dalla data di chiusura del ristorante fino al 2018. E’ iniziato così il calvario dell’imprenditore che decise di rientrare in Italia per tentare di risolvere la questione.

L’uomo si è recato allora alla Camera di Commercio di Catanzaro dove ha trovato S.T., 62enne, dipendente della Camera di Commercio, al quale ha  narrato la sua vicenda. L’impiegato si sarebbe mostrato inizialmente  categorico nel sostenere che non vi fosse nulla da fare per la risoluzione del problema, per intravedere poi una soluzione.

Il debito “Si può cancellare, però mi dovete dare il dieci per cento della somma pignorata, ossia 30 mila euro” ma vista la risposta dell’imprenditore che non era in grado di pagare quella somma, ecco l’alternativa: “Se la partita Iva non l’ha adoperata negli ultimi dieci anni, c’è una legge a suo favore; basta pagare un contributo di 4 mila euro che naturalmente incassio io (…) Se mi dai altri duemila euro chiudiamo la pratica cancellando tutto‘.

Il pubblico ufficiale, vantando la propria posizione e prospettando in tal modo la risoluzione del problema, è riuscito così a far leva sulle difficoltà e sull’emotività del commerciante che, da parte sua, non vedendo l’ora di scrollarsi di dosso un simile macigno, ha ceduto alle richieste di denaro, la prima delle quali  soddisfatta nel corso del primo incontro, risalente al Gennaio 2018, con un pagamento di 1.000 Euro.

L’imprenditore ha poi continuato anche durante il resto dell’anno a versare altre somme, ma, rendendosi poi conto dell’illecita condotta, ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri del Comando Stazione di Catanzaro – Lido poi tempestivi nella repressione della condotta illecita. Nella mattinata di venerdì i militari hanno infatti predisposto un servizio di osservazione finalizzato a monitorare l’incontro tra l’imprenditore ed S.T..

I carabinieri di Catanzaro Lido, coadiuvati dai colleghi della Stazione di CZ Santa Maria, all’interno della Camera di Commercio, sono quindi riusciti ad accertare il passaggio di denaro dalle mani del commerciante a quelle del dipendente, potendo intervenire tempestivamente e riscontrando che il dipendente infedele si era impossessato delle stesse banconote prima detenute dall’imprenditore, precedente fotocopiate.

Il pubblico ufficiale è stato così dichiarato in stato di arresto per l’ipotesi reato di concussione e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Stamattina, all’esito dell’udienza di convalida, è stata disposta per lui la misura cautelare dell’interdizione dai pubblici uffici per 12 mesi, durante i quali non potrà più svolgere la propria attività lavorativa.

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