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CISAL: «REGIONE CALABRIA RUBA AI POVERI PER DARE AI RICCHI»


Sigla sindacale denuncia disparità di trattamento economico e previdenziale tra Dirigenti Regionali dal resto del personale.Il malcontento nella Cittadella Regionale è ai massimi storici”

di REDAZIONE 

PRESERRE (CZ) – 26 MAGGIO 2016 –  Apprendiamo dagli organi di stampa che nell’ultima seduta di Giunta Regionale super produttiva di atti, si sia provveduto, tra l’altro, a prevedere un meccanismo di uscita dal lavoro con rescissione consensuale del contratto di lavoro dei Dirigenti Regionali.

 Ora – si legge nella nota della CISAL – atteso che un meccanismo di “esodo” era già in avanzato stato di concretizzazione per il personale “non dirigente”, visto come viene gestita la Regione Calabria, ci sorge un legittimo dubbio e cioè che la diversa definizione lessicale adottata per definire le procedure pensate per l’uscita anticipata dal lavoro del personale “dirigente” e “non dirigente” nasconda in realtà  il progetto di trattare ben diversamente, anche al momento del pensionamento, i Dirigenti Regionali dal resto del personale; circostanze degne del miglior Fantozzi possibile!!!

 Vogliamo augurarci di sbagliare, ma il dubbio – evidenzia il sindacato – che alcuni Dirigenti Regionali lasceranno anzitempo la Cittadella Regionale con le tasche ben gonfie e ben oltre l’ammissibile, ci attanaglia.

 D’altro canto la “finta rotazione” dei Dirigenti Regionali, in contrasto sostanziale con quanto disposto dalla Legge 6 novembre 2012 n. 190, male fa presagire circa il trattamento loro riservato che è ben distinto da quello destinato ai colleghi con livelli funzionali inferiori. Infatti, il modo “farlocco” ed eccessivamente dilungato nel tempo di attuare la tanto pubblicizzata “rotazione” dei Dirigenti, che di fatto  avverrà con il solo cambiamento di denominazione dei diversi uffici ma che in sostanza  gli stessi continueranno ad occuparsi delle attività di sempre. Questo – sottolinea la CISAL – è il preludio per la costituzione e il mantenimento di veri e propri feudi amministrativi intoccabili.

 Tanto per rincarare la dose, ove mai fosse necessario, facciamo presente di essere stati convocati con nota Prot. n. 163854 del 19 maggio 2016 per una riunione poi tenutasi il 23 maggio 2016, nella quale si sarebbe dovuto discutere dei criteri di assegnazione di “Posizioni Organizzative” e “Alte Professionalità”. Ovviamente, in sede di riunione, ci siamo sentiti in obbligo di chiedere l’immediata sospensione della seduta atteso che – dichiara la  CISAL – fosse più urgente affrontare dapprima il problema della mancata firma del “contratto decentrato 2014-2015” e dell’esiguità dei fondi da destinare al “premio di produttività” per tutti i dipendenti regionali, piuttosto che del “contentino pre-elettorale” da riconoscere solo ad alcuni. Abbiamo ritenuto doveroso assumere tale atteggiamento nel rispetto dei lavoratori e della Delega di Rappresentanza con cui gli stessi ci hanno titolato.

 Sia ben chiaro che – sottolinea la CISAL – la nostra invettiva non è volta contro i citati Dirigenti Regionali, né contro i potenziali assegnatari di “Posizioni Organizzative” e/o “Alte Professionalità”, che pure in tanti casi rappresentano delle vere e proprie risorse lavorative per l’Amministrazione Regionale, semmai è indirizzata ad evidenziare talune disparità di trattamento e tentare di porre un rimedio a favore dei lavoratori meno in auge.

 A tal proposito, si potrebbe ipotizzare la possibilità di una “Progressione Economica Orizzontale (PEO)” per i dipendenti regionali che da molti anni sono impazienti di vedere riconosciuto il loro lavoro. Parimenti, atteso che la “produttività” per l’anno 2014 è stata ridotta davvero a poche briciole, si potrebbe pensare di sanare tale ingiustizia stanziando un’importo cospicuo per la Progressione Economica Orizzontale (PEO) per l’anno 2016 vista quella mancata per il 2014/2015.

 Le posibilità ci sono, e questo Sindacato è più che disponibile a farsi parte diligente nel proporre e/o concordare soluzioni ammissibili alle problematiche esposte.

 Certamente – avverte la CISAL – non rimarremo silenti davanti alla disattenzione della Politica nei confronti dei lavoratori, e soprattutto non potremo accettare come scusante la presunta carenza di fondi poiché per taluni, i Dirigenti Regionali appunto, le risorse si riescono a trovare quando servono.

 La partita negoziale, al contrario di quanto dichiarato, non è ancora chiusa. Si faccia presto a convocare formalmente i Sindacati. La misura è colma, i lavoratori non ne possono più: rabbia, frustrazione e malcontento – conclude la CISAL – sono ai massimi storici. L’attesa è finita, bisogna dare un segnale forte.

 

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