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CHIARAVALLE (CZ) – Nisticò a Tino: “Sulle indennità dici il falso e fai solo dietrologia”


Chiaravalle, Palazzo Staglianò

Chiaravalle, Palazzo Staglianò

Replica al veleno dell’ex consigliere di minoranza indipendente a quanto sostenuto dell’ex primo cittadino durante la recente iniziativa pubblica organizzata dopo la fine anticipata della sua amministrazione comunale

di Fra. PO.

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 6 MAGGIO 2015 – <<Apprendo dai giornali che Gregorio Tino ha accusato il sottoscritto di pretendere indennità aggiuntive magari da corrispondere in nero. Dunque Tino oggi, probabilmente indignato per la perdita della carica e, soprattutto, per la perdita dell’indennità di sindaco, accusa me di aver preteso indennità aggiuntive addirittura da pagarsi in nero>>.

E’ quanto sostiene in una nota l’ex consigliere di minoranza indipendente Fernando Damiano Nisticò che replica alle dichiarazioni rilasciate dall’ex sindaco Gregorio Tino nel corso dell’assemblea pubblica organizzata in seguito alla caduta della sua amministrazione comunale. Una caduta deterninata dalle dimissioni del capogruppo di maggioranza Santo Sestito, dell’assessore Sergio Garieri e del fronte minoritario composto da Pino Maida (Pd), Claudio Foti (AnnoZero), Lorenzo Rauti (Udc), Vincenzo Fabiano (Socialisti) e dallo stesso Nisticò.

<<Affermazioni di questo tipo – aggiunge Nisticò – potrebbero avere un chiaro profilo penale e se tali fatti fossero veri come mai l’integerrimo sindaco, nel pieno del suo mandato e con i pieni poteri e doveri di un pubblico ufficiale, non ha sentito il dovere di comunicare la notizia di un possibile reato all’organo giudiziario preposto? E’ evidente che un pubblico ufficiale ha il dovere di denunciare qualunque ipotesi di reato di cui sia venuto a conoscenza nell’espletamento delle sue funzioni ed il Tino Gregorio con certe affermazioni non fa altro che confessare una sua precisa e grave omissione non avendo mai denunciato alcunché a nessun organo giudiziario. Ciò dimostra che i fatti da lui raccontati non hanno neppure una parvenza di veridicità>>.

<<Mutuando il suo slogan – dice ancora Nisticò – ci dica il Tino dove sta, in queste sue accuse, “la ragione della verità”. La verità su fatti penalmente rilevanti va raccontata e soprattutto dimostrata a chi di dovere altrimenti è meglio stare zitti evitando, magari, di essere querelati per diffamazione, calunnia o altra ipotesi di reato. La verità è che Tino non ha argomenti per difendersi da una gestione fallimentare della cosa pubblica e ciò rende poco lucide certe sue pubbliche sortite e lo induce a screditare tutti gli avversari che, applicando la teoria del vittimismo politico, tenta di far apparire come nemici da odiare e combattere sotto ogni profilo, anche quello personale>>.

<<A questo signore – rimarca Nisticò – vorrei ricordare che con appena il 35% dei consensi era riuscito a vincere le elezioni, in questi anni ha personalmente amministrato male la città ed io con gli altri consiglieri firmatari gli abbiamo, doverosamente, notificato l’intimazione di sfratto nell’interesse e per conto dei chiaravallesi. Questa è la verità, molto semplice e lineare, non c’è nessun’altra realtà nascosta e la dietrologia da quattro soldi paventata da qualcuno è solo aria fritta. Su un piano squisitamente politico ed amministrativo sarebbe proprio Tino a dover spiegare alla gente come mai non si è dimesso dopo il dissesto finanziario dell’ente. Avrebbe fatto meglio a farlo evitando così ulteriori costi d’indennità di carica che, inevitabilmente, sono gravati sull’ente comunale e, dunque, sui cittadini chiaravallesi>>.

<<Certa gente – conclude Nisticò – farebbe bene a riflettere prima di parlare e ciò in quanto il sottoscritto è dipendente statale, vive del proprio lavoro e non ha bisogno di alcuna indennità di carica mentre qualcun altro è in stato di disoccupazione e una indennità di carica rappresenta, forse, la sua declamata “ragione della verità”>>.

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