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CHIARAVALLE (CZ) – Giudice di pace, ultima chiamata


giudice pace

Disperato tentativo di riattivare la sede e sospendere il decreto ministeriale di soppressione 

di f.p. 

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 34 GENNAIO 2015 – Un’ultima via per rimettere in funzione e rendere nuovamente operativa la sede del giudice di pace, spazzata via da un recente decreto ministeriale. Un’ultima “chiamata” per eliminare disagi e scomodità. 

L’idea ha preso forma nel ricorso al Tar del Lazio con cui si chiede la sospensiva del provvedimento di soppressione. La sta portando avanti l’associazione di “Scienze Giuridiche”. Si tratta di un’iniziativa a carattere strettamente privato, messa in piedi da privati cittadini con l’obiettivo di ridare a un consistente bacino d’utenza il perduto punto di riferimento legale e giuridico.   

Come sottolinea il presidente dell’associazione Francesco Squillace «anche se portata avanti da privati, la “nuova mossa per tentare in extremis il salvataggio del giudice di pace investe tutti perché la giustizia non è di parte, non ha colori politici, schieramenti e appartenenze di sorta». Oltre che da Squillace il ricorso è stato sottoscritto anche da Gregorio Tino, Gregorio Maiolo, Giuseppe Mercurio e Mario Meliti. 

Un gesto dettato dalla volontà evitare lo svuotamento di servizio che sta caratterizzando le Preserre Catanzaresi e Chiaravalle, città che ha perso anche la sede staccata del tribunale e dell’Agenzia delle Entrate. Territorio con mille disagi. Popolazione costretta a trasferte in altre sedi. Sul “fronte giudice di pace”, l’ufficio non è (più) autorizzato a iscrivere a ruolo nuove cause. Si stanno solo smaltendo le pratiche arretrate. 

Poi, dal prossimo 30 giugno, non ci sarà più niente. Tutto a Catanzaro. Anche il pregresso. A meno che il Tar del Lazio …

 

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