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CHIARAVALLE CZ) – Dissesto finanziario, la “verità” dell’opposizione


Da sinistra: Bruno, Maida, Rauti, Pungitore, Foti e Fabiano
Da sinistra: Bruno, Maida, Rauti, Pungitore, Foti e Fabiano

Iniziativa pubblica dei quattro consiglieri di minoranza per rispondere al sindaco al sindaco Gregorio Tino sulla crisi finanziaria abbattutasi sulla città

di Franco POLITO

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 25 GENNAIO 2015 – Il fronte dell’opposizione cala la “sua” verità sul dissesto finanziario del Comune. Lo ha fatto in una conferenza stampa nella sala convegni di Palazzo Staglianò che è stata un misto di analisi politica, tecnica e prospettive per la città di Chiaravalle.

Ieri pomeriggio, moderati dal giornalista Francesco Pungitore ed in diretta autogestita su Tele Jonio, i quattro della minoranza hanno viaggiato sullo stesso filo conduttore sviscerando quello che il sindaco Gregorio Tino, come si legge sul manifesto dell’iniziativa, “non ha detto” sulla crisi finanziaria che ha attanagliato la città.

Li ha “spalleggiati” l’ex sindaco Nino Bruno. Per lui il dissesto era evitabile. <<Chiaravalle – ha detto – si è fermata a quattro anni fa. Occorre un grande progetto di rilancio e di ricostruzione in cui ognuno faccia la propria parte>>. Con lo sguardo rivolto alla sua gestione Bruno ha voluto assumersi <<le responsabilità, con dati e atti alla mano, di quanto abbiamo realizzato e speso, ma lo abbiamo fatto per modernizzare Chiaravalle>>.

Parole introduttive, anche se il preambolo vero è stato del consigliere Lorenzo Rauti (Udc). Un’analisi politica spietata in cui ha riversato sul sindaco e sulla maggioranza la causa <<della cappa che ha avvolto la comunità, impoverita in servizi e strutture, fiore all’occhiello di un intero comprensorio dei quali andavamo fieri>>.

Rauti ha puntato l’argomento. <<E’ da qualche anno – ha insistito – che i “sapientoni” della maggioranza ci tappano la bocca, come avvenuto nel Consiglio che ha dichiarato il dissesto, impedendoci di fare proposte risolutive senza, però, assumere comportamenti difensivi sulle gravi questioni cittadine degni di un’amministrazione attiva>>. Rauti ha parlato di <<menefreghismo della maggioranza>> ed ha concluso affermando che <<Chiaravalle è di tutti i cittadini>>.

Tanto tecnicismo, invece, nelle slide di Claudio Foti (Annozero). Dati, numeri, analisi dei bilanci, pareri della Corte dei Conti, delibere di Giunta e del consiglio comunale <<per mostrarvi – ha fatto notare – come avrebbero dovuto essere i conti del Comune e non come li ha prospettati la maggioranza>>.

Alla ufficialità dei documenti Foti ha contrapposto una realtà diversa. << La maggioranza e il sindaco – ha incalzato – hanno omesso e ritardato la dichiarazione del dissesto sfornando documenti contabili irregolari per assicurarsi equilibri di bilancio inesistenti. Ritardando la dichiarazione di dissesto hanno aggravato la situazione a danno dei cittadini. Il dissesto non è un “Gratta e Vinci”. Quando sussistono le condizioni è obbligatorio, lo dice la dottrina e la giurisprudenza contabile. A Chiaravalle esistevano quattro anni fa. Sindaco e maggioranza hanno immortalato quel quadro come se dopo non fosse successo più niente>>.

Ed ancora. <<Il motivo reale del dissesto – ha sottolineato – non è come dice il sindaco il venire meno di 400 mila dal Fondo di rotazione statale. Il motivo reale è che il bilancio è sovradimensionato nelle entrate e sottostimato nelle uscite>>. Infine, la “summa” delle sue certezze. <<Il sindaco e la maggioranza hanno dichiarato il dissesto per salvarsi la poltrona – ha accusato -. Quando il prefetto li ha convocati li ha messi davanti a un bivio. “O assestate il bilancio, gli ha detto, o si dovrà sciogliere il consiglio comunale. Hanno preferito la via del dissesto>>.

Il socialista Vincenzo Fabiano, ex assessore di maggioranza passato dall’altra parte dopo essere stato escluso dalla Giunta in occasione del primo rimpasto, si è scagliato contro Tino definendolo <<il sindaco del “faccio tutto io” che non lascia spazio ai suggerimento degli altri e che se ne andava in giro a dire che la mia delega era solo fittizia>>.

Come dire, <<le questioni strettamente politiche – ha concluso Fabiano – hanno fatto di perdere di vista i problemi veri, tra cui il dissesto>>.

Un argomento ripreso anche nelle conclusioni di Pino Maida (Pd). Il capogruppo dei democrat è stato netto. <<Il dissesto è il fallimento politico di Tino. Arrogante e arroccato sulle sue convinzioni, deve dimettersi assieme alla maggioranza>>. Maida non ha dubbi. <<In questi giorni – ha ribadito – è stata scritta la pagina più nera della storia chiaravallese cancellando quanto di buono era stato fatto negli anni precedenti e che era valso il titolo di città. Il dissesto non è solo una questione di tasse alte. Il dissesto è un “timbro negativo” per la comunità>>.

Poi ha chiuso conferenza e serata. <<Voglio essere “cattivo” – ha affermato – Lo hanno fatto perché, sapendo che in Comune non rimetteranno più piede, vogliono mettere in difficoltà gli amministratori che verranno dopo di loro>>.

A Chiaravalle le elezioni comunali si faranno tra un anno e mezzo. La campagna elettorale, però, di fatto è già iniziata.

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