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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – Tutti i “numeri” della “Casa della salute”


Chiaravalle, scorcio

Chiaravalle, scorcio

In una conferenza stampa a Palazzo Staglianò è stato illustrato lo stato dell’arte del progetto di riconversione dell’ex ospedale San Biagio

Fonte: articolo di dario Macrì (Il Quotidiano del Sud, in precedenza denominato Il Quotidiano della Calabria)

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 8 AGOSTO 2014 – Conferenza stampa a Palazzo Staglianò del direttore generale dell’Asp Gerardo Mancuso con il commissario per la Casa della Salute di Chiaravalle Michele De Vita e uno dei progettisti della struttura, Carlo Nisticò. Presenti sindaci e medici del comprensorio.

 Il progetto Casa della Salute di Chiaravalle è indubbiamente interessante ed all’avanguardia, ma questo ennesimo incontro con stampa, istituzioni e cittadini non ha fornito nuovi elementi. Così le vere novità le fornisce De Vita e riguardano le condizioni dell’attuale presidio sanitario di Via Ceravolo, che si muovono verso la decenza: raddoppio dell’attività lavorativa, esami radiografici e relativi referti consegnati mediamente nel giro di tre giorni, ripristino delle attività del laboratorio analisi e piccole modifiche di servizio non strutturali ma necessarie.

 Mancuso ha ribadito tutto l’impegno della sanità calabra per questo progetto: «Sto mettendo in gioco la mia credibilità – ha affermato – e non possono esserci interferenze che lo mettano in discussione». Il «Mancuso pensiero» sulla sanità è già ampiamente conosciuto dai cittadini delle preserre e non solo: maggior parte degli ospedali sarebbero da chiudere – «ne lascerei soltanto una decina in Calabria per le acuzie» – poiché richiedono un spesa eccessiva e spazio ai presidi sanitari territoriali che soddisfano il 70% della richiesta di salute degli utenti. «Il progetto di Chiaravalle è piaciuto parecchio ai ministeri perché innovativo e molto legato alle caratteristiche del territorio, essendo pensato per un bacino d’utenza ristretto rispetto alla media e pari a circa 16 mila abitanti. Del resto abbiamo ricevuto 8.1 milioni di euro di finanziamento rispetto ai 5 richiesti» ha chiosato il direttore dell’Asp.

 Due digressioni di Mancuso sono da evidenziare. La prima, sollecitato, sui tumori: «Nella provincia di Catanzaro non c’è un aumento dell’incidenza di neoplasie rispetto alla media nazionale e il nostro registro tumori provinciale funziona benissimo». La seconda è uno sfogo: «In Calabria tutto è molto difficile, tutti remano contro; basti pensare che oltre alle vessazioni personali subite, sono stato costretto a fare ben 5 denunce a mezzo stampa».

 Nisticò nel suo intervento ha illustrato la tempistica per la Casa della Salute: dopo la firma della convenzione fra Asp e Regione (12 dicembre scorso) e la pubblicazione del bando per l’affidamento dei servizi tecnici (vulnerabilità sismica della struttura del San Biagio) per la quale sono pervenute ben 33 offerte da tutta Italia, si pensa di iniziare i lavori nei primi mesi del 2015 (contenziosi legali permettendo).

 Soddisfatti i sindaci presenti, che «hanno condiviso il progetto al di là delle appartenenze politiche». A nome loro, hanno espresso compiacimento Michele Drosi e Gregorio Tino, che ha concluso: «La nomina del commissario per la Casa della Salute non è stato un atto d’imperio contro qualcuno» ma un passaggio necessario per legare le attività presenti e future della Casa della Salute.

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