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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – TINO “STOPPA” DONATO: «FERMATELO, SI STA FACENDO DEL MALE DA SOLO!»


Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota a firma del consigliere comunale di minoranza di Chiaravalle Centrale Gregorio Tino

 CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 19 FEBBRAIO 2017 – I Consiglieri Comunali Emanuela Neri, Giuseppe Maida, Francesco Maltese ed il sottoscritto hanno formalmente chiesto la convocazione del Consiglio comunale per discutere di una problematica seria e preoccupante: la questione della potabilità dell’acqua nel centro abitato di Chiaravalle.

Per tutta risposta, come un novello Tafazzi, il Sindaco, evitando accuratamente di dare riscontri formali alle richieste di atti e documenti, si porta al centro della scena e, senza motivi apparenti, inizia a randellarsi violentemente offrendo uno spettacolo tragicomico, a sprazzi triste, comunque indecoroso. Nel patetico, gratuito, tentativo di replica (a chi, a che cosa?) attacca maldestramente due dei quattro consiglieri firmatari riproponendo di fatto il solito stanco copione dell’offesa gratuita, della calunnia, della diffamazione; il tutto per tentare disperatamente di sfuggire al confronto e per cercare di sottrarsi al preciso dovere istituzionale previsto dalla norma di convocare il Consiglio Comunale che, alla luce delle dichiarazioni contenute nel delirante documento di replica, diviene urgente ed indifferibile.

Appuriamo infatti dal sindaco che la colpa del disagio e dell’allarme della popolazione per la salubrità dell’acqua è dell’Asp di Catanzaro che avrebbe, sempre a dire del Sindaco, effettuato campionamenti palesemente sbagliati alterando di fatto l’esito delle analisi; Appare dunque evidente la gravità di tale affermazione soprattutto se si considera che arriva dalla massima Autorità Sanitaria Locale che, peraltro, essendo dipendente della stessa Azienda Sanitaria, meglio di altri, dovrebbe conoscere e testimoniare la professionalità, la serietà, la correttezza e la scrupolosità delle attività svolte per la tutela e la salvaguardia della salute dei cittadini; In ogni caso noi vogliamo sapere ed abbiamo il dovere di intervenire per fermare l’improvvisazione e l’arroganza!

Consiglio Comunale dunque anche per analizzare la situazione economica del nostro comune, chiarire i fatti e le cause che hanno portato alla condizione attuale e comprendere, speriamo una volta per tutte, che è stata nominata dal Presidente della Repubblica una Commissione Straordinaria di Liquidazione che si deve occupare del risanamento e rilevare eventuali responsabilità e che a lui e alla sua maggioranza è demandato il compito di gestire il presente e programmare il futuro, sempre se ne è capace; Consiglio Comunale per parlare del presente, del passato e del trapassato remoto e per verificare, ad esempio, che chi vorrebbe oggi spacciarsi per nuovo ha invece un trascorso carico di responsabilità; E’ in quella sede che il Sindaco, sempre se ne è capace, potrà sostenere le cose “simpatiche” che ha dichiarato nel documento autolesionistico affidato alla stampa; Dovrà, sempre in Consiglio, rispondere ai quesiti posti nel nostro documento del 29 gennaio scorso, a tutt’oggi non riscontrato, relativi allo sfascio lasciato dall’amministrazione di cui ha fatto parte e censurata sistematicamente dalla Corte dei Conti che, proprio per quella gestione, ha avviato il dissesto guidato per il nostro comune.

Intanto, però, per portarsi avanti con il lavoro, inizi gentilmente, in forma pubblica, a chiarire a cosa allude quando parla di 30.000 Euro per lavori e forniture al Teatro Impero effettivamente eseguiti e realizzati come emerge dagli atti adottati dagli Organi amministrativi dell’Ente e riscontrabili oggettivamente; Chiarisca all’opinione pubblica quando e come, con quale atto, il sottoscritto avrebbe bloccato le attività di controllo agli acquedotti comunali; chiarisca anche che cosa voleva insinuare quando, in una delle “brillanti” conferenze stampa, nell’irrefrenabile foga di infangare il sottoscritto addebitandogli ogni nefandezza, agitava i polsi facendo il gesto delle manette.

Fino ad oggi abbiamo compreso e compatito i problemi di incontinenza legati alla gioia e all’entusiasmo puerile, ORA BASTA! Con le legittime ed opportune richieste i Consiglieri di minoranza intendono esercitare un diritto-dovere sancito dal nostro Ordinamento. La reazione violenta e scomposta del Sindaco mette, ancora una volta, in evidenza il profilo inquietante di chi ritiene di non dover rispondere a nessuno, di chi non intende subire controlli manifestando reiteratamente una concezione privatistica degli spazi democratici ed istituzionali.

E’ soprattutto in queste ragioni che l’azione intrapresa dalle opposizioni trova legittimazione, prosegue incessantemente e prende sempre più vigore». 

 Gregorio TINO, consigliere comunale di minoranza (“Oltre”)

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