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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – La Giunta approva studio di fattibilità per eventuale impianto trattamento rifiuti


Chiaravalle, palazzo Staglianò

Chiaravalle, palazzo Staglianò

In città aleggia il timore per un eventuale termovalorizzatore o inceneritore edificato nel giardino di casa

Fonte: di Dario Macrì (Il Quotidiano della Calabria)

CHIARAVALLE CENTRALE –  12 MAGGIO 2014 – Con il sistema regionale dei rifiuti al collasso, ogni novità e dibattito su questo tema assume una particolare rilevanza. Così l’accoglimento, da parte della giunta municipale di Chiaravalle (centro delle preserre catanzaresi), della richiesta di assenso in relazione allo studio di fattibilità per un’eventuale realizzazione di un impianto di produzione d’energia da rifiuti, ha suscitato grande clamore.

Sin dalla pubblicazione del provvedimento, parte della popolazione si è subito allarmata, anche perché nella delibera non viene fatto cenno al tipo di rifiuti da utilizzare né alla tipologia di impianto da costruire. Insomma, in città aleggia il timore per un eventuale termovalorizzatore o inceneritore edificato nel giardino di casa.

Per la verità, nel documento approvato dall’esecutivo, si legge che qualora questo progetto dovesse essere realizzabile «questo ente si riserva in ogni caso di eseguire un’approfondita valutazione allo scopo di salvaguardare prioritariamente l’ambiente e la salute pubblica» e che tale atto «non comporta impegno di spesa» per il comune.

Non vi è nessuna autorizzazione alla ditta Marketing s.r.l. (l’azienda che ha inoltrato richiesta all’ente per eseguire lo studio di fattibilità) anche se ciò non basta alle opposizioni a scongiurare dubbi su  una decisione avventata da parte della maggioranza.

Il sindaco Gregorio Tino, contattato, ha inteso sgombrare il campo da dubbi: «In un momento in cui viviamo in piena emergenza rifiuti, con costi economici ed ambientali esorbitanti, è diritto e dovere di un’amministrazione comunale valutare tutte le soluzioni per superare l’attuale gestione dello smaltimento dei rifiuti basata sull’obsoleto e dannoso sistema delle discariche. In ogni caso – ha aggiunto Tino – qualsiasi decisione in merito dovrà passare da un confronto coi cittadini e dal Consiglio comunale».

Ma di che progetto si tratta? Quello proposto dalla Marketing s.r.l. è un impianto di pirolisi o gassificazione del rifiuto mediante un’avanzata tecnologia termica per il recupero di energia da una vasta gamma di materiali residui (fra i quali, ovviamente, i rifiuti urbani non riciclabili).

E’ cosa diversa dal termovalorizzatore, dove gli elementi combustibili presenti nel rifiuto vengono ossidati in presenza di ossigeno in eccesso, producendo un rilascio di calore e prodotti di scarto, come i fumi di combustione e un residuo solido inerte. Diversamente, durante la gassificazione avviene la conversione di un materiale solido o liquido in un gas combustibile mediante un’ossidazione parziale in cui l’aria viene utilizzata in quantità minori rispetto a quello che sarebbe necessario per il completamento della reazione e si ottiene un gas arricchito di ossido di carbonio e idrogeno.

Al contrario di quanto avviene nella combustione, la pirolisi è condotta in assenza di ossigeno e permette di ottenere altri prodotti combustibili. La macchina proposta al comune di Chiaravalle servirebbe un bacino d’utenza contenuto (circa 15 mila abitanti): tratterebbe massimo 12.500 tonnellate di rifiuti all’anno per una produzione di 1 Megawatt d’energia. Si potrebbe edificare su meno di un ettaro di terreno (ha le dimensioni di un container) e richiederebbe un personale di una decina di unità. Le ceneri inerti residue prodotte sarebbero pari ad una tonnellata al giorno; queste potrebbero essere usate come materiale da costruzione di basso grado.

Di fatto, con questo impianto si potrebbe trattare ogni sorta di rifiuto salvo poche eccezioni (batterie, vernice, metalli di grandi dimensioni). Da qui il primo interrogativo: avrebbe senso con questa macchina la raccolta differenziata e una campagna, in generale, che mira alla diminuzione della produzione di rifiuti? Ma la preoccupazione maggiore per tutti i cittadini riguarda le emissioni inquinanti di un impianto del genere. La ditta garantisce che queste soddisfano pienamente i parametri imposti dall’Unione Europea, ma occorrono maggiori rassicurazioni, anche perché anche i termovalorizzatori o inceneritori rispettano tutte le normative vigenti, ma diversi studi hanno dimostrato la pericolosità delle sostanze che questi emettono.

Fondamentale, quindi, che la comunità sia correttamente informata al fine di valutare se la macchina proposta abbia un impatto sostenibile e possa così rappresentare una via d’uscita all’attuale fallimentare sistema di gestione dei rifiuti.

 

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