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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – In ritardo, e dopo 7 di ore scontri ripetuti, il Consiglio approva il bilancio


Chiaravalle, scorcio

Chiaravalle, scorcio

L’approvazione tardiva è legata alla restituzione del fondo di rotazione pari a 406 mila euro che, secondo l’interpretazione ministeriale,  è connessa alla bocciatura del primo piano di riequilibrio. L’amministrazione non aveva previsto codesto passaggio trovandosi ora in una situazione di difficoltà anche nel pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali

Fonte: articolo di Dario Macrì (Il Quotidiano del Sud, in precedenza denominato Il Quotidiano della Calabria)

 CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 2 NOVEMBRE 2014 – Il consiglio comunale ha impiegato oltre 7 ore per approvare, coi soli voti della maggioranza, il bilancio di previsione 2014.

 La seduta fiume si è più volte trasformata in gazzarra fra consiglieri di maggioranza e minoranza, in gran parte indisciplinati nell’andare sopra le righe oppure nel non seguire opportunamente i lavori del consesso.

 L’approvazione tardiva del bilancio è legata alla restituzione del fondo di rotazione pari a 406 mila euro che, secondo l’interpretazione ministeriale,  è connessa alla bocciatura del primo piano di riequilibrio. L’amministrazione non aveva previsto codesto passaggio trovandosi ora in una situazione di difficoltà anche nel pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali.

 Del resto, lo stesso sindaco Tino ha interpellato il prefetto sostenendo la tesi secondo la quale la proposizione di un nuovo piano di riequilibrio sospendesse automaticamente le procedure esecutive a carico dell’ente e, quindi, non contemplasse la restituzione del fondo di rotazione. Finanziamento peraltro già utilizzato dal comune per pagare debiti non inclusi nel vecchio decreto 35 (contributi previdenziali, restituzione di anticipazioni di tesoreria, passività al Commissario per l’emergenza rifiuti).

 Essendo questa una fattispecie che, oltre ad essere poco chiara, ha messo in crisi tanti comuni, potrebbe giungere in soccorso il legislatore stesso. Altrimenti lo stesso sindaco Tino in Consiglio ha paventato l’ipotesi della dichiarazione di dissesto finanziario.

 Su questo il consigliere Foti non ha dubbi: «Il Consiglio dovrebbe avere il coraggio, la determinazione e l’umiltà di ammettere che il comune è in default». L’esponente di Annozero è stato durissimo sul bilancio, definendolo un documento «integralmente falso» frutto di una gestione amministrativa che «segue la logica del falso in bilancio, delle omissioni, dell’improvvisazione». Le motivazioni fornite da Foti a sostegno di cotanta durezza riguardano voci del bilancio in entrata a suo giudizio sovrastimate e spese sottostimate.

 Nella confusione surreale il sindaco ha respinto totalmente queste accuse mentre, in precedenza, anche il capogruppo Pd Giuseppe Maida aveva espresso critiche al bilancio in esame. Il capogruppo di maggioranza Sestito aveva invece sciorinato un excursus storico delle vicende finanziarie del comune.

 Ad inizio seduta il Consiglio aveva approvato, con le medesime contrapposizioni, il piano triennale delle opere pubbliche.

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