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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – GIUDICE DI PACE, IL PRESIDIO NON RIVIVRA’


Le amministrazioni comunali non hanno sfruttato la proroga al 31 luglio del termine entro cui avrebbero dovuto chiederne il mantenimento

DI REDAZIONE

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 8 AGOSTO 2015 – Lo scorso 31 luglio era il termine ultimo per salvare l’ufficio del giudice di pace. La proroga concessa dal Ministero della Giustizia non è stata “sfruttata” dalle amministrazioni comunali delle Preserre catanzaresi. Entro quel termine avrebbero dovuto chiederne il mantenimento. Era, davvero, l’ultima chance per ridare fiato a uno storico presidio di giustizia.

Invece fine della corsa. La richiesta di mantenimento non c’è stata, Non c’è stata perché molti consigli comunali non hanno deliberato l’adesione alla gestione associata degli uffici mediante consorzio tra Comuni con l’accollo delle spese di funzionamento e del personale che sarebbe stato messo a disposizione dagli enti stessi.

Nella sostanza non c’è stato il sì alla disponibilità finanziaria. Niente sostegno economico, niente giudice di pace. La storia è questa. Il commissario Costanza Pino e il sub commissario Francesco Giacobbe, i rappresentanti governativi che stanno traghettando Chiaravalle verso nuove elezioni,  hanno preso atto della “nuda e cruda” realtà. Quella di non aver sfruttato l’opportunità della scadenza del 31  luglio scorso.

Ne prende atto anche l’associazione Calabrese delle Scienze Giuridiche. Il sodalizio giuridico presieduto dall’avvocato Francesco Squillace più volte ha sollecitato il compimento di quanto necessario al mantenimento.

Niente di niente. Squillace, a commento della vicenda, sottolinea come «si trattasse di una pratica che mirava a tutelare gli interessi delle nostre popolazioni. Una questione che riguardava non una festicciola estiva ma un essenziale, primario e fondamentale servizio per il cittadino qual è quello della giustizia».

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