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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – GAL SERRE CALABRESI – Contributi del Psl “Terrae Nostrae”, pubblicate le graduatorie per l’assegnazione


Gal serre calabresi

Prevsti 1,3 milioni di euro di contributo per 77 imprese del territorio

di f.p.

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 23 LUGLIO 2014 – Le Commissioni di Valutazione hanno concluso in questi giorni la verifica delle domande di aiuto presentate dalle imprese localizzate nel territorio del GAL Serre Calabresi – Alta Locride a valere sugli ultimi bandi pubblicati in attuazione del Piano di Sviluppo Locale Terrae Nostrae (Asse IV Approccio Leader del P.S.R. Calabria 2007-2013).

Le risorse messe a bando interessavano le micro filiere agroalimentari, la commercializzazione dei prodotti tipici, le produzioni artigianali legati alla cultura ed alla tradizione rurale ed il recupero e la riqualificazione dei terrazzamenti storici nelle aree rurali.

La partecipazione delle imprese è stata straordinaria: ben 105 le domande di aiuto presentate di cui 80 riguardano le aziende agricole di produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agroalimentari che hanno costituito 10 partenariati per la presentazione di altrettanti Progetti Integrati di Microfiliera (i PIM). I PIM presentati sono: PIM La nocciola, PIM Fico sanflorese terra forte, PIM Esperidi i giardini dei vitigni perduti, PIM Ber.Fi.G.A.L. Bergamotto Filiera del GAL Alta Locride, PIM Suino nero Calabrese, PIM Piante Officinali, PIM Gelso e frutti di bosco della Valle dell’Ancinale, PIM Latte d’asina, PIM Amaroni Miele, PIM Bergamotto. Per quanto riguarda gli altri settori 4 proposte riguardano il settore del commercio, 1 i servizi, 9 l’artigianato tipico e 14 interventi di riqualificazione dei terrazzamenti storici nelle aree rurali.

A fronte della numerosità e della qualità delle proposte progettuali presentate, il lavoro delle Commissioni è stato attento e puntuale mentre il Consiglio di Amministrazione si è da subito adoperato per una ricognizione di tutte le economie del PSL per incrementare le risorse disponibili e garantire il finanziamento del maggior numero di imprese.

Per quanto riguarda le micro-filiere sono stati ammessi 7 PIM: Amaroni Mieli, Nocciola delle preserre calabresi, Ber.fi.gal-bergamotto, Esperide: i giardini dei vitigni perduti, Suino Nero, Latte d’Asina, Fico San Florese Terraforte. Le risorse disponibili sulla misure 121, originariamente di 680mila euro, sono state incrementate a 870mila euro, per consentire di finanziarie le prime cinque microfiliere per un totale di 58 aziende agricole che hanno aderito ai progetti integrati per le microfiliere.

Superiore alle aspettative ed alle risorse disponibili è stata la partecipazione delle aziende agricole del territorio al bando per interventi di riqualificazione dei terrazzamenti storici nelle aree rurali: delle 14 proposte presentate ne sono state approvate 12. Le risorse disponibili che inizialmente erano di 33mila euro sono state incrementate a 67mila per poter finanziarie almeno 6 interventi.

Meno numerosa, almeno rispetto alle risorse finanziarie disponibili, è stata la partecipazione ai bandi rivolti alle imprese commerciali ed artigianali che interessano settori che, notoriamente, risentono di più della crisi finanziaria che interessa il nostro paese. Per quanto riguarda lo sviluppo ed il sostegno alle imprese commerciali per la vendita e la promozione dei prodotti agroalimentari tipici dell’area, sono state ammesse a finanziamento 4 proposte progettuali con un contributo totale di 56mila euro. Nel settore delle imprese artigianali tradizionali tipiche del territorio (ceramica, legno, ferro, edilizia, pietra..) sono state ammesse a finanziamento 9 proposte progettuali con un contributo di 198mila euro.

Le graduatorie provvisorie sono state rese note con la pubblicazione sul sito del GAL e saranno definitive con il parere di conformità dell’Autorità di Gestione del PSR Calabria. Concluso questo iter sarà possibile sottoscrivere le convenzioni con i beneficiari e dare avvio alla realizzazione degli interventi.

Il Presidente del GAL, Ing. Renato Puntieri, si è dichiarato soddisfatto per il lavoro fin qui svolto che premia l’impegno dell’agenzia di sviluppo per il territorio: “i GAL – ha dichiarato il Presidente Puntieri – sono un punto di riferimento per le imprese, le associazioni e gli amministratori locali soprattutto in questo periodo di profonda trasformazione della governance territoriale con la soppressione delle Comunità Montane, la riforma delle Province e la chiusura di numerosi servizi socio-sanitari nelle aree montane e rurali. Purtroppo c’è il rammarico che la programmazione regionale dei fondi strutturali per il periodo 2014-2020 va nella direzione contraria con un accentramento del potere decisionale e programmatico. Per quanto ci riguarda manteniamo fermo l’obiettivo di realizzare al meglio il Piano di Sviluppo Locale spendendo tutte le risorse disponibili e garantendo in tempi brevi alle impresse ammesse e non finanziate tutte le risorse che si renderanno disponibili a seguito di economie o rinunce”.

“Infatti – conclude Puntieri – mentre il GAL Serre Calabresi Alta Locride – come gli altri GAL Calabresi – continua a lavorare per creare condizioni di sviluppo possibili in territori rurali e montani connotati da una presenza diffusa di piccole attività imprenditoriali ed agroalimentari che difficilmente avrebbero ascolto ed accesso nelle stanze dei dipartimenti regionali, il Consiglio Regionale ha licenziato nella notte del 21 luglio scorso il nuovo Piano di Sviluppo Rurale per il periodo 2014-2020 che ha completamente disatteso le proposte programmatiche avanzate da ASSOGAL Calabria (Associazione dei GAL Calabresi) con una forte penalizzazione del ruolo dei GAL sia in termini di presidio e presenza sul territorio che di attività realizzabili: riduzione del numero dei GAL finanziabili, limitazione dei settori di intervento (basti pensare che i GAL non potranno attivare nella prossima programmazione interventi per le micro-filiere agricole) e rafforzamento del ruolo di coordinamento e controllo regionale sono chiari indicatori di una volontà di penalizzare i territori rurali e montani a dispetto dei principi di sussidiarietà, concertazione e programmazione dal basso che hanno ispirato ed ispirano tutt’ora le politiche nazionali e comunitarie”.

 

 

 

 

 

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