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CHIARAVALLE (CZ) – “Ecco perché ci siamo dimessi”


Un consiglio comunale a Chiaravalle Centrale

Un consiglio comunale a Chiaravalle Centrale

Sono tutte nel documento sottoscritto ieri mattina e che ha messo fine alla consiliatura con un anno di anticipo le motivazioni del “defenestramento” del sindaco Gregorio Tino da parte di sette consiglieri comunali, due di maggioranza e i cinque dell’opposizione 

di Fra. PO.

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 17 APRILE 2015 – Parlare, per il momento, non parla nessuno, sindaco compreso. Ma le motivazioni alla base alle dimissioni dei consiglieri comunali Santo Sestito, capogruppo di maggioranza, Sergio Garieri, assessore all’Ambiente, e dei cinque dell’opposizione Pino Maida (Pd), Lorenzo Rauti (Udc), Claudio Foti (AnnoZero), Vincenzo Fabiano (Socialisti) e Fernando Damiano Nisticò (Indipendente) che hanno determinato la fine dell’era di Gregorio Sindaco primo cittadino sono tutte nel documento che i sette ieri mattina hanno sottoscritto dal notaio Pasquale Salvatore Placida e consegnato all’ufficio protocollo comunale.

La spallata era nell’aria. La dichiarazione di dissesto finanziario ha fatto da miccia. Come si era percepito nell’ultimo consiglio comunale di una settimana fa si era alla fine. Una fine annunciata anche dalle crepe createsi nel rapporto tra Sestito e il sindaco Tino. Le motivazioni su cui poggia il “defenestramento” del primno cittadino rimandano agli argomenti sviscerati in quel Consiglio, richiesto dal fronte delle opposizioni.

<<Non ci sono – è scritto nelle dimissioni sottoscritte dai sette – i presupposti per una serena prosecuzione del mandato. Ciò alla luce di una gestione dirigistica e autoritaria del sindaco che, senza dare alcuno spazio al confronto tra i partiti, si è reso protagonista di reiterati atti di malgoverno nella gestione della cosa pubblica, tali da creare seri danni alla collettività>>.

I dimissionari, inoltre, puntano l’indice sulla <<disinvolta gestione della situazione economico – finanziaria >> e sulla <<situazione verificatasi nella raccolta dei rifiuti solidi urbani, differenziata e non, oggi oggetto dell’ennesimo tentativo maldestro di riforma dopo mesi e mesi di totale caos gestionale e false aspettative che ha determinato di recente la violazione nelle procedure di affidamento del servizio pubblico della raccolta dei rifiuti, nonché il pagamento di ingenti somme per procedere alla raccolta dei rifiuti presenti nell’isola ecologica in violazione del capitolato speciale di gara il quale contemplava tale onere nel canone mensile pattuito con la ditta>>.

Sotto accusa anche <<il mancato sblocco del Piano strutturale comunale che aggrava questo quadro impedendo il rilancio delle iniziative produttive; il progetto di privatizzazione dell’acqua da affidare con una concessione trentennale ad una società esterna che impegnerà la casse comunali con un canone annuo di ben 432 mila 939,56 euro (per 28 anni) per un totale di 12 milioni 122 mila 307,68 euro >>. Per ultimo, unico argomento non trattato in Consiglio, <<la non condivisione riguardo la gestione dei loculi cimiteriali>>.

Ora la palla è passata al prefetto di Catanzaro Luisa Latella per la nomina del commissario, attesa a stretto giro di posta. Il rappresentante governativo affiancherà la commissione straordinaria di liquidazione che sta gestendo il dissesto. Traghetterà l’ente fino a nuove elezioni. Due le date possibili per il ritorno alle urne: il prossimo novembre o, più probabile, a maggio del 2016. Motivazioni a parte, sarebbe auspicabile da parte dei dimissionari una conferenza stampa per approfondire la questione. 

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