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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – COMUNALI, GARITO FA UN PASSO INDIETRO


L’ex vicesindaco, che avrebbe deciso di non candidarsi, potrebbe cedere il testimone “in famiglia”

di Francesco PUNGITORE

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 26 MARZO 2016 – Salvatore Garito (in foto sotto) non scenderà direttamente in campo alle prossime comunali di giugno, a Chiaravalle.

Sono queste le ultime indiscrezioni che riguardano l’ex assessore provinciale socialista ed ex vicesindaco della giunta Tino. Il personaggio in questione è un “pezzo da novanta” dello scenario politico locale, per il consistente e decennale consenso elettorale, traducibile in concretissimi voti, pesanti e decisivi sull’esito delle amministrative.

Da mesi, lui stesso sostiene di avere già chiuso un accordo di ferro con il Pd, siglato a Catanzaro davanti al candidato a sindaco Pino Maida e con l’imprimatur del segretario provinciale renziano Enzo Bruno. Il che, però, non gli ha impedito di partecipare senza particolari imbarazzi anche ad altri tavoli di consultazione. Ma stavolta Garito avrebbe, comunque, deciso di fare un passo indietro, favorendo una sorta di ricambio generazionale “in famiglia”.

Garito

Al suo posto, in buona sostanza, si dovrebbe candidare uno strettissimo congiunto: o la figlia, Maria Antonia (una new entry assoluta) o il più esperto genero Federico Fera, già protagonista di passate tornate elettorali. Insomma, anche se da dietro le quinte, Salvatore Garito sarà, in ogni caso, uno dei principali protagonisti della sfida.

Lo scenario più generale, in piena fibrillazione, al momento vive di poche certezze e molte incognite. Le liste in avanzata fase di allestimento sono già tre: la “civica” di centrodestra del sindaco uscente Gregorio Tino; il Pd guidato da Giuseppe Maida; la coalizione “Ripensiamo Chiaravalle” capeggiata da Domenico Donato. Il resto del panorama propone tante variabili ancora da decifrare.

Cosa farà, ad esempio, Giuseppe Rauti con il suo gruppo di rinnovamento? Che fine faranno i partiti del centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Fiamma Tricolore), ad oggi senza un progetto definito e senza più una leadership dichiarata, dopo il secco “no” dell’ex questore Angelo Carlutti? E soprattutto, che decisioni prenderà l’avvocato Francesco Squillace, da sempre determinante sullo scacchiere politico locale?

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