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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – Centro dialisi, Aned lancia l’allarme “compressione”


Sottolineato l’aumento dei problemi di gestione. Chiesto l’intervento del commissario alla sanità Scura

di REDAZIONE  

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 22 GIUGNO 2015 –  «Le criticità esistenti nel centro dialisi di Chiaravalle Centrale relative al mancato ed immediato riscontro di parametri di laboratorio indispensabili per la sicura gestione di pazienti in trattamento dialitico in fase emergenziale, ci allarma sempre più». Lo sostiene Pasquale Scarmozzino, presidente di Aned (Asociazione Nazionale Dializzati e Trapiantati.

“Questo problema – aggiunge Scarmozzino – nel recente passato per sacrosanta protesta dei dializzati è stato già oggetto di cronaca con intervento finanche di carabinieri e del prefetto di Catanzaro, ora si aggiunge ai tanti altri gravissimi esistenti nei nostri centri dialisi, alcuni senza letti bilancia, con attrezzature fatiscenti o arrugginite e persino con mancanza farmaci. Ciò conferma la nostra lamentata scarsa considerazione verso la nefrologia e dialisi dalle varie strutture commissariali. Oggi, come nel recente passato, nei centri dialisi , fulcro delle emergenze urgenze soprattutto negli ospedali hub, i pazienti continuano a subire negligenze da mettere a rischio la loro vita».

«Al commissario alla sanità regionale, ingegnere Massimo Scura – dice ancora Ande – avevamo chiesto un incontro per rappresentargli tali criticità al momento del suo insediamento, ma ancora disatteso. A Chiaravalle come in altri nostri centri dialisi, i problemi di gestione aumentano. In altri, ancora, i dializzati sono curati in ambienti veramente indecenti per presenza di infiltrazioni di acqua piovana, spifferi d’aria dalle finestre, assenza di ascensore per lettighe di pazienti non deambulanti, spazi angusti ed insufficiente personale medico ed infermieristico».

«Bene – insiste Scarmozzino –  è arrivato il momento di intervenire! Al commissario Massimo Scura sollecitiamo immediato intervento sulla nefrologia e dialisi, a partire dal programma dialisi vacanza – dove possibile – per soddisfare le esigenze di turisti e di nostri corregionali emigrati che vogliono ritrovarsi accanto a familiari ed amici almeno una volta l’anno. L’assenza di un progetto di dialisi vacanza, ormai fine giugno, è l’ennesima carenza che qualifica, purtroppo, in negativo la nostra già bistrattata Regione. Peggio , temiamoci sia in essere disegno per creare condizioni estreme ed accentrare le dialisi».

La Calabria – conclude la nota – non è nella Valle Padana e la sua morfologia non consente trasporti , a volte giornalieri , a pazienti già così gravemente colpiti dalla malattia”.

 

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