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CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – CASA DELLA SALUTE, PITARO: «VICENDA VERGOGNOSAMENTE CADUTA NEL SILENZIO»


Presidente Consorzio Metanizzazione delle Serre parla di una questione sparita completamente dal dibattito politico» e incalza Regione e Asp di Catanzaro

 di Franco POLITO

CHIARAVALLE CENTRALE (CZ) – 19 MAGGIO 2016  –  Certi argomenti non si dimenticano mai. Pino Pitaro (in foto sopra) ha affrontato la questione “Casa della Salute” da sindaco e continua ad affrontarla ora che, svestita la fascia tricolore del Comune di Torre Ruggiero, è presidente del Consorzio di Metanizzazione delle Serre.

 Lo fa senza mezzi termini. Senza peli sulla lingua, con lo stesso amore per il territorio che contraddistingue il suo “essere politico”. Pitaro, che non ha mai nascosto di avere a cuore le sorti delle zone interne della Calabria tra cui le Preserre Catanzaresi,  parla di una «vicenda sparita completamente dall’orizzonte del dibattito politico e dai programmi dell’Asp di Catanzaro e caduta vergognosamente nel silenzio più totale».

 Vicenda risalente nel tempo. Pitaro lo ricorda. «Passano gli anni – sottolinea –  mutano le giunte regionali e i loro presidenti, cambiano i direttori generali delle Asp, ma il destino della Casa della Salute di Chiaravalle Centrale rimane purtroppo eternamente immutabile: stasi assoluta e silenzio totale».

 Vicenda che crea ed ha creato attese e speranze. «Ci saremmo aspettati  – aggiunge –  che il presidente della giunta regionale e il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, ormai insediatisi da un paio d’anni, avessero comunicato alle istituzioni locali un ruolino di marcia relativo ai lavori da realizzare e, soprattutto, all’idea concreta (e non astratta) con cui riempire la Casa della Salute di Chiaravalle Centrale (in foto sotto)».  Casa-della-Salute-Chiaravalle

E invece? Invece «niente di tutto ciò è purtroppo avvenuto – osserva amaramente Pitaro –  La Casa della Salute di Chiaravalle Centrale evidentemente è ritenuta un problema di secondo ordine la cui risoluzione è stata affidata a qualche burocrate dell’Asp e a qualche medico che utilizza i fondi pubblici per qualche viaggio di studio nel Nord Italia al fine di tentare di importare a Chiaravalle Centrale modelli estranei al contesto calabrese. Ancora una volta i cittadini del comprensorio di Chiaravalle Centrale vengono discriminati, essendo allo stato attuale l’offerta sanitaria assolutamente da terzo mondo e al di sotto dei livelli minimi essenziali. Ci saremmo aspettati un’inversione di tendenza rispetto al tanto criticato modello Scopelliti, ma di tutto ciò ad oggi non vi è traccia alcuna se non delle sfilate e delle passerelle elettorali da parte di qualche deputato accompagnato da un consigliere regionale».

 Per “sbloccare”l’impasse  per Pitaro la soluzione c’e. «Chiediamo, pertanto – conclude –  che almeno il direttore generale dell’Asp di Catanzaro esca dal torpore nel quale sembra caduto e senza indugio convochi gli amministratori e i sindaci e le istituzioni del comprensorio di Chiaravalle Centrale per indicare loro ufficialmente lo stato dell’arte dell’opera e le soluzioni eventuali che intende adottare per sbloccare l’immobilismo in cui è caduta la Casa della Salute di Chiaravalle Centrale».

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